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Enem: rivoluzione o allucinazione?

Chi sarà Enem per questo Bologna?

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Jay Enem
Jay Enem, nuovo giocatore del Bologna (© 1000cuorirossoblù)

Una ventata d’aria fresca. E chi se lo sarebbe aspettato che Jay Enem, poche settimane fa a due passi dal prestito sponda Lugano, potesse essere già in grado di tenere il peso dell’attacco contro una corazzata, come quel Napoli schierato di ieri? Sicuramente in pochi, eppure l’ex Venezia e Stella Rossa si è disimpegnato meglio di un affaticato Piccoli e di un Odgaard sperimentante. Un passaggio chiave, tre tocchi puliti, un duello aereo vinto e tante ottime protezioni in appena otto minuti più recupero. È abbastanza per dimostrare di valere spazio?

Enem, la gloria al terzo

Già il fatto che la società lo abbia trattenuto è un segnale, e qui bisogna scegliere se stare dalla parte dei tifosi più ottimisti, che credono nelle doti del ragazzo, o di quelli catastrofici, preoccupati dalla tenuta di Dovbyk. Ciò che sappiamo per certo, intanto, è che Tedesco lo ha voluto al centro dell’agorà per vederlo all’opera. Non avrà ancora la magniloquenza di Socrate o un’esposizione ciceroniana, come ha testimoniato il mister in conferenza. Ma, in qualche modo, devono aver colpito i fatti più delle (poche) parole.

Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)

Un attaccante per Orso

Enem, dal canto suo, è apparso in buona forma e ha svolto il suo compito in maniera ottima, innsecando pregevolmente gli esterni. Cosa che Piccoli ha faticato a fare, perché la sua gara era volta allo strenuo sacrificio in fase di non possesso, e che non è nelle corde di Odgaard.

Mbangula e Libra, dal canto loro, hanno apprezzato maggiormente l’operato del tanque nigeriano, e possiamo solo immaginare come giocatori del calibro di Orsolini o Bernardeschi, abilissimi ad accentrarsi, avrebbero gradito gli spazi generati e i palloni ripuliti dal 22.

Carattere da vendere

Intanto, possiamo limitarci a rispondere ad eventuali rimostranze. Sì, dieci minuti sono pochi ed è presto per dire se avrà spazio o inciderà a dovere. Però da come si è buttato a capofitto nella mischia si capiscono molte cose sul carattere di Enem, uno che ama brivido e responsabilità.

Se la classifica si complica e il pallone scotta, lui vuole metterci la faccia e, forse, è qui proprio per questo. Perché in un momento che necessita i veri attributi, quelli con la “a” maiuscola, ogni ragionamento tecnico è relativo. Sono l’energia, la fame, la garra e la voglia di immergersi nel fango a fare la differenza più di ogni altra cosa, e ieri sera Jay ha fatto scuola. Non sarà rivoluzione, ma neanche un’allucinazione:  è semplicemente ciò che serve oggi al suo Bologna.

 

 

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