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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Cinquantaseiesima puntata.

Parte Messina, in panchina prima Tanjevic, poi Bianchini. La Virtus perde la Supercoppa e fallisce l’accesso a Coppa Italia e playoff, male anche l’Eurolega.

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Virtus Pallacanestro Cinquantaseiesima puntata. La Virtus alla Palestra dell'Arcoveggio dopo l'arrivo di Bianchini.
La Virtus alla Palestra dell'Arcoveggio dopo l'arrivo di Bianchini

La stagione 2002/03 comporta molti cambiamenti. Parte in direzione Treviso Ettore Messina, Brunamonti dimissiona quasi in contemporanea e si accasa alla Virtus Roma. Nominato Gianfranco Lombardi come General Manager. Ginobili e Jaric vanno in Nba, se ne vanno anche Griffith e Bonora.

Tantissimi nuovi arrivi alla Virtus

Arrivano Beard, ma si infortuna subito e a febbraio, senza avere mai giocato (salvo una breve apparizione in amichevole a gennaio contro il Castel Maggiore) viene ceduto alla Viola Reggio Calabria. Prima di lui era stato messo sotto contratto triennale Khizhnyak, accordo rescisso prima ancora di vederlo. Infortunio immediato anche per il francese Pacellis Morlende, che ha in comune con i precedenti il fatto di non aver mai messo piede in campo. Giocherà invece, un altro francese, Gagneur.

Il talento Sekularac delude

Arrivano poi Bell, reduce dallo scudetto con Treviso, Miralles, un giovane spagnolo che resterà fino a novembre, quando sarà ceduto in prestito in lega due, Bowdler, un irlandese già prima scelta degli Atlanta Hawks, che avrà vita ancora più breve, girato a Siena a fine ottobre, il quotato russo Avleev, e Stefano Attruia, il giovane talento serbo Sekularac (Tanjevic lo definisce un Danilovic con più qualità nel passaggio, insomma gli mette davanti una montagna che non scalerà). Confermati Smodis, Rigaudeau, Frosini, il sempre più emergente Belinelli e Brkic. Arriveranno durante la stagione anche Scarone, Murdock, Koturovic e Rice.

Cambio sulla panchina Virtus

Cambio anche in panchina, inizia Tanjevic, finisce Bianchini, in mezzo a burrascosi spogliatoi e a soldi che girano pochissimo. A gennaio parte per l’Nba anche Rigaudeau (capitano diventa Frosini); le Roi non finisce la sua sesta stagione, ma nelle prime cinque ha fatto cinque finali europee, vinto due eurolega, due scudetti, tre Coppe Italia. Ritornerà spesso a Bologna, anche a novembre 2021 era a vedere Virtus-Valencia, tornerà soprattutto per celebrare il ricordo di Enzo Grandi che verrà a mancare a fine 2004, il grande prof che negli anni successivi farà riunire per ricordarlo tantissimi amici.

Rigaudeau, un vero capitano

La squadra è nuova e fatica, Rigaudeau, da buon capitano ha invitato tutti i compagni (mogli e fidanzate comprese), a cena, per cementare il gruppo. Un gesto che non è passato inosservato ma che Antoine, riservato di natura, avrebbe preferito tenere nascosto. Tanjevic, però, è rimasto così colpito da raccontarlo. Per raccontare Rigaudeau usciamo un attimo dalla pallacanestro e andiamo a un’altra cena: una sera era al ristorante con la moglie incinta. Al tavolo di fianco, due signori fumavano, Antoine chiese gentilmente se potevano evitare. Smisero di fumare, Rigaudeau li ringraziò e quando questi signori si alzarono e fecero per pagare, trovarono il conto già saldato.

Stagione deludente

Non bastò invitare la squadra a cena per risolvere i problemi, la stagione deragliò. Un’annata che era cominciata con l’ennesima sconfitta in Supercoppa a Genova, 100-72 ancora dalla Benetton, poi continuata con la non qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia (decimi a fine andata) e ai playoff (quattordicesimi a fine stagione regolare), entrambe le cose mai avvenute prima, frutto anche di nessuna vittoria in trasferta). E in Eurolega? Dopo aver passato il primo girone zero vittorie in sei gare nel girone della top 16. Una stagione fallimentare, ma il peggio doveva ancora venire.

 

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