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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantasettesima puntata.

Il ritorno di Alberto Bucci sulla panchina Virtus. Il caso Levingston. Arriva il dodicesimo scudetto nel maggio 1994 in finale contro Pesaro.

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Virtus Pallacanestro Quarantasettesima puntata. La Virtus 1993/94 2.0, post-Levingston. In piedi: Frattin, Nadalini, Carera, Binelli, Schoene, Brigo, Orsoni, Bucci. Seduti: Morandotti, Coldebella, Brunamonti, Danilovic, Moretti, Savio.
La Virtus 1993/94 2.0, post-Levingston. In piedi: Frattin, Nadalini, Carera, Binelli, Schoene, Brigo, Orsoni, Bucci. Seduti: Morandotti, Coldebella, Brunamonti, Danilovic, Moretti, Savio. (Foto Virtuspedia)

Partito Messina ad allenare la Nazionale (Cazzola, che dopo brevi periodi di Francia e Gualandi aveva preso le redini che erano state di Porelli ed è il condottiero dei bellissimi anni novanta dice: “diamo l’oro alla patria”), nell’estate 1993 ritorna sulla panchina Bucci, l’allenatore della stella e di quei 10 ritrova Brunamonti e Binelli, che diventa sesto uomo con il lancio di Claudio Coldebella in quintetto. Arriva Savio, specialista nel tiro pesante e al posto di Wennington da Salonicco Cliff Levingston, che vanta in NBA 852 partite e due titoli con Chicago. Nuovo sponsor della Virtus è la Buckler.

La Virtus va in finale all’Open di Monaco

All’Open di Monaco la Virtus va in finale contro i Phoenix Suns e perde 112-90. Levingston ha dolori alla schiena e si va a far visitare negli States. Rientra portando lastre e referti ed esprime l’intenzione di farsi operare. La Virtus, esibendo i pareri dei propri medici, lo ritiene invece in grado di giocare. A questo punto Cazzola decide di tagliare l’americano per inadempienza contrattuale. Un lodo della giustizia sportiva darà ragione alla società bolognese, ma il pretore del lavoro, oltre due anni dopo condannerà la Virtus a pagare tutto il restante stipendio, più altre spese varie. Arriva Schoene.

Virtus beffata a Trieste a Capodanno

L’esordio è a Trieste il giorno di capodanno e il rosso segna 30 punti ma la Virtus perde una gara incredibile: sopra di uno a un secondo dalla fine l’arbitro fischia un fallo su Binelli. Gus segna il libero, ma dovrebbe fallire il secondo per fare scadere il tempo, invece il pallone s’insacca. Tiro di Gentile da un lato all’altro del campo e incredibile pareggio, poi la Virtus perde al supplementare. Una settimana dopo ancora sotto choc rischia la sconfitta in casa contro Montecatini ma allo scadere Danilovic mette la tripla del più uno.

Solo terzo posto in Coppa Italia

La Coppa Italia vede la Virtus arrivare fino alla Final Four di Casalecchio. Perde di un punto da Verona e arriva terza battendo Trieste (quest’anno c’è la finalina). In Europa giunge veramente vicina alla Final Four: nel girone arrivo in assembramento: Efes 20, poi Panathinaikos, Badalona, Virtus e Cibona a 18. Per la classifica avulsa Bologna quarta e Zagabria fuori. I quarti sono contro l’Olimpiakos: le V nere vincono gara uno in casa poi bisognerebbe vincere al Pireo. In gara due la Buckler ne becca 20, nella bella va vicina all’impresa, ma perde 65-62.

Un’altra marcia trionfale in campionato

In campionato nuovamente primo posto con sei punti di vantaggio. Nei quarti 2-0 contro Treviso, ma in gara due ci vuole la tripla di Danilovic per vincere di uno dopo un inseguimento durato tutta la gara. In semifinale c’è Verona. Gara uno vinta a fatica da Bologna, pareggia la Glaxo in Veneto, chiude la Virtus in casa.

Il “miracolo di San Gennaro”

In finale c’è Pesaro: alla fine è un 3 a 2 fatto tutto di vittorie casalinghe, ma passa attraverso le squalifiche: tre giornate di McCloud e due per Coldebella per i fatti di gara due quando nel sottopassaggio a fine primo tempo il playmaker della Virtus cade, sbatte la testa su un gradino e viene ricoverato all’ospedale. Versioni contrastanti delle due parti, ma decide il giudice e alla fine Claudio potrà rientrare per gara cinque. Finale con la grande impronta di Brunamonti che spesso entra e rovescia l’inerzia, Bianchini, l’allenatore di Pesaro lo chiama il miracolo di San Gennaro che si ripete e vale il dodicesimo scudetto.

 

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