Virtus Bologna
L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantatreesima puntata.
In vista della stagione 1988/89 una vera rivoluzione tra arrivi e ritorni. La Virtus torna a vincere con il successo in Coppa Italia e si torna in semifinale in campionato.
La stagione conclusa al nono posto, dietro la Fortitudo, evento che non avveniva dal 1971, anno degli spareggi per la salvezza a Cantù, impone una piccola rivoluzione. Viene richiamato a rifondare la Virtus Dan Peterson, nel ruolo di Direttore Tecnico. Come allenatore arriva Bob Hill, l’ultima stagione nella CBA e quella precedente ai New York Knicks in NBA.
La Virtus sceglie come americani Sugar e Clemon
Gli americani scelti sono di prim’ordine. Micheal Ray Richardson, per tutti Sugar, reduce da otto anni nell’NBA, soprattutto coi New York Knicks e coi New Jersey Nets, quarta scelta assoluta nel 1978, nel 1980 e 1981 tra i primi 10 difensori, nel primo dei due anni anche migliore passatore e migliore nelle palle recuperate (cosa verificatasi anche nel 1983 e 1985), convocato 4 volte per l’All Stars Game. Sugar si trova in Italia solo perché radiato dall’NBA per essere stato trovato più volte positivo alla cocaina. L’altro americano è Clemon Johnson, per 10 anni in NBA, collezionando 761 presenze, soprattutto con Indiana Pacers e Philadelphia 76ers, con i quali ha anche vinto l’anello nel 1983.
Gli italiani della Virtus 1988/89
Nel reparto italiani arriva, dopo un anno trascorso a Pavia, ma soprattutto una lunga permanenza a Milano, Gallinari, uno dei pupilli di Peterson. Riapprodo in Virtus per Bonamico, dopo la sua esperienza a Napoli, si tratta del terzo ritorno in bianconero per il Marine dopo quelli del 1977 e del 1980, parte invece per il capoluogo campano Fantin, dopo sette stagioni a Bologna. Confermati Villalta, Brunamonti, Binelli, Sylvester e i giovani Marcheselli e Cappelli. L’età media dei primi otto giocatori è elevata, a fine stagione sono tutti over 30, a parte Binelli. Nuovo sponsor, la Knorr. Sugar si scatena contro Milano, ruba palla a McAdoo e va a schiacciare, segna 33 punti e fornisce a Villalta l’assist per il tiro vincente dalla sua mattonella, 87 a 85. Richardson dice 33 anche nella gara successiva, il derby fuori casa, segna 9 triple e demolisce la Fortitudo 100 a 83.
Le vittorie in volata in campionato e Coppa Italia
In tutto il campionato la Virtus vince sette gare di un punto e una di due, più due vittorie ai supplementari in Coppa Italia. Nella prima in Coppa contro Venezia nei quarti di finale c’era un altro grande vecchio con contratto a gettone per un infortunio a Johnson: Marcellous Starks bandiera Fortitudo.. Addirittura incredibile quello che succede dal 6 aprile, data in cui le V nere battono Caserta al supplementare nella finale di Coppa Italia. A seguire due vittorie di un punto nelle ultime due di campionato, contro Roma e a Napoli, che valgono il terzo posto. Poi contro Caserta nei quarti Bologna si qualifica 2-1 vincendo sempre di un punto le due gare casalinghe. Contro Livorno in semifinale, dove la Virtus torna dopo 5 anni, nulla da fare, 2 a 1 per i toscani. Scudetto per gli allievi.
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