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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Trentaquattresima puntata.

Il colpo mercato è Renato Villalta. La Virtus domina la prima fase, ma nel girone successive e nella prima edizione dei playoff deve cedere il passo a Varese.

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Virtus Pallacanestro Trentaquattresima puntata. La Virtus 1976/77. In piedi: Serafini, Driscoll, Pedrotti. Seduti in panchina: Martini, Villalta, Peterson, Bertolotti, Antonelli. Seduti a terra: Sacco, Caglieris, Valenti.
La Virtus 1976/77. In piedi: Serafini, Driscoll, Pedrotti. Seduti in panchina: Martini, Villalta, Peterson, Bertolotti, Antonelli. Seduti a terra: Sacco, Caglieris, Valenti. (Foto Virtuspedia)

Dopo avere giocato sei anni nella Virtus e aver vinto da allenatore uno scudetto allievi, Augusto Gianni Giomo fa un altro regalo alla Virtus. È infatti lui che ha cresciuto Renato Villalta, da Maserada sul Piave, che arriva a Bologna nell’estate 1976. Il trasferimento avviene a cifre record per il basket.

Arriva Villalta, diventerà il più grande realizzatore della Virtus

Villalta non farà rimpiangere i soldi spesi, 9048 punti segnati, record assoluto per la Virtus. Bonamico va in prestito alla Fortitudo. La Sinudyne vince le prime otto gare e globalmente 19 su 22 dominando la prima fase. Perde solo due volte con Varese e a Roma. Vince i due derby e segna 122 punti contro Forlì, tetto che raggiungerà altre tre volte negli anni successivi: è il massimo punteggio realizzato dalla Virtus in campionato. Con 38 punti la Sinudyne precede Varese e Cantù, lontane a 30. Queste ventidue partite determinarono però solo le squadre qualificate ai playoff e la formazione dei gironi.

I gironi della seconda fase

Le V nere si trovarono quindi con i varesini e le due squadre provenienti dalla A2: il Fernet Tonic Bologna e il Cinzano Milano, cioè le storiche Gira e Olimpia, la prima tornata alla ribalta dopo i fasti degli anni ’40 e ’50, la seconda, immediatamente risalita dopo la retrocessione del 1976. Nell’altro raggruppamento Cantù, la Fortitudo, il Brill Cagliari e la Pallacanestro Milano. Le V nere affrontarono subito il derby e, prive del capitano Bertolotti, vengono a sorpresa sconfitte, mentre la Girgi passa a Milano. Nella seconda giornata le V nere cadono nettamente a Varese, mentre il Fernet batte il Cinzano. Dopo due giornate Gira e Girgi a quattro punti, le altre due ferme al palo.

La Virtus recupera dopo aver perso le prime due gare

Nella terza giornata la Virtus vince a Milano, mentre il Gira cade a Varese. In fila indiana Mobilgirgi, Fernet Tonic, Sinudyne, Olimpia. Nella prima giornata di ritorno in programma il derby a Reggio Emilia, dove il Fernet disputa le partite casalinghe di questa fase, dopo aver giocato il sabato in Piazza Azzarita il campionato di A2. Per le V nere due obblighi: evitare una sconfitta che le vedrebbe già tagliate fuori e ribaltare il meno quattro dell’andata in modo da raggiungere e superare i rivali.

Derby Virtus Gira decisivo

Gara combattuta con il Gira avanti a fine primo tempo di 4 punti e di 6 al settimo della ripresa. Antonelli infila tre canestri consecutivi, Bertolotti torna a segnare dopo un eccellente primo tempo e le V nere passano a condurre 57-63. Il capitano bianconero, 25 punti, assente nella gara di Bologna, deve uscire per falli a tre minuti e mezzo dalla fine. Orgogliosa reazione del Gira che si avvicina, 65-67, ma poi perde Patterson per falli e la Virtus allunga fino al 68-77. Nella successiva partita in casa contro Varese la Virtus si fa ingenuamente rimontare nei secondi finali ed è costretta al supplementare, dove però domina e vince garantendosi come seconda l’accesso alle semifinali con una giornata d’anticipo grazie alla sconfitta del Gira a Milano. Dopo aver sognato l’ingresso nelle prime quattro, il Gira concluderà al settimo posto. Nell’altro girone prima Cantù, davanti alla Fortitudo.

La prima edizione dei playoff

La Sinudyne deve quindi affrontare la Forst in semifinale, al meglio delle tre gare, con il fattore campo a favore dei canturini, in virtù del piazzamento nel girone appena concluso. Al Pianella non c’è storia in gara uno, 99-81 per i padroni di casa, ma a Bologna si ribalta tutto e trionfano le Vu nere con un divario ancora superiore, 98-71. Si rende necessaria la bella in programma il lunedì di Pasqua in diretta Rai.

Virtus in finale

Comanda Cantù nel primo tempo con margini superiori ai dieci punti, poi la rimonta della Virtus fino alla parità. A dieci secondi dalla fine due liberi per Antonelli, segna il primo e Serafini schiaffeggia il rimbalzo sul secondo permettendo alle Vu nere di conservare palla e la preziosa vittoria che garantisce l’accesso alla finale. I canturini perderanno anche la finale per il terzo posto contro l’Alco, battuto in semifinale da quella Mobilgirgi, che conquisterà il titolo battendo la Virtus in due gare. In Coppa dei Campioni l’avventura termina troppo presto, il girone lo vince il Maccabi e la Virtus seconda è fuori.

 

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