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Virtus Bologna

L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Trentasettesima puntata.

Nel 1979/80 McMillian sostituisce Wells e per la Virtus arriva il nono scudetto. L’anno dopo una grande Coppa dei Campioni e la beffa di Strasburgo.

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Virtus Pallacanestro Trentasettesima puntata
McMillian sta per segnare il canestro che lo porta a quota 37, è il suggello allo scudetto numero nove. (Foto Virtuspedia)

Nella stagione 1979/80 struttura della squadra praticamente intatta, con un solo cambiamento, ma sontuoso: al posto di Wells arriva Jim McMillian. Ha giocato una decina d’anni tra i professionisti, vincendo nel 1972 l’anello, protagonista nella striscia di 33 vittorie consecutive dei Lakers e un fattore nei playoff di quella stagione con oltre 19 punti di media. La coppia Cosic–McMillian è la più forte mai giunta in Italia, il nucleo italiano della Virtus è di prim’ordine, con Caglieris, Bertolotti, Villalta e Generali.

Virtus seconda nella stagione regolare

Secondi alla fine della stagione regolare, la Virtus elimina per 2 a 1 Grimaldi Torino ed Emerson Varese. In finale c’è Cantù, che ha eliminato il Billy regalando alla Virtus il vantaggio del fattore campo nell’eventuale bella di finale. A Bologna la Virtus arriva fino al più quindici, poi regge al ritorno ospite, finisce 94-89. Nel ritorno vittoria per 91 a 88, per McMillian 37 punti e 11 rimbalzi. Un altro scudetto vinto in trasferta e allora Porelli regala agli abbonati una passerella contro l’Olimpia quattro giorni dopo. Finisce 117-79 per le V Nere. Non va bene in Coppa dei Campioni, ma rimangono nella memoria i 45 punti di McMillian a Belgrado contro il Partizan (record Virtus nella massima competizione europea), dopo che Jim si era fatto male nel riscaldamento ma volle giocare. A Mosca Bonamico (in procinto di rientrare dai prestiti), Villalta e Generali vincono l’argento olimpico.

La stagione 1980/81 della Virtus

Il 1980/81 è caratterizzato dalla partenza di due personaggi amatissimi. Driscoll lascia la panchina al vice, il prof. Ettore Zuccheri, ex giocatore e poi una vita spesa a insegnar basket ai giovani. Cosic viene sostituito dal brasiliano Marquinho giocatore di indubbio valore, che però paga il fatto di venire dopo l’incommensurabile asso slavo. Per Driscoll due scudetti in due anni da allenatore, per Kreso due su due da giocatore. Altra partenza epocale, Bertolotti alla Fortitudo, mentre rientra Bonamico dopo altre due stagioni in prestito a Siena e Milano.

Brutto inizio in campionato

L’inizio del campionato è sconcertante, tre sconfitte nelle prime quattro partite. La Sinudyne esce battuta in entrambe le apparizioni casalinghe contro Gorizia e Siena che termineranno la stagione regolare agli ultimi due posti nettamente staccate. Poi la squadra comincia a vincere, prevale nel derby 102-100 dopo un supplementare con 40 punti di McMillian, ma ancora oggi sul fronte opposto lamentano che l’azione che portò al canestro segnato da Villalta per il pareggio al 40′, sia durata più dei 4 secondi che mancavano sul cronometro.

Una super Virtus in Coppa dei Campioni

Senza macchie anche il percorso nel girone di qualificazione in Coppa Campioni. Nel girone di semifinale che qualifica le prime due per la finalissima, le V nere partono con due belle vittorie, a Mosca e contro il Maccabi. In campionato si è ricominciato a zoppicare e, dopo la sconfitta nel derby al supplementare non basta la vittoria a Torino (36 punti di Villalta), per salvare la panchina di Zuccheri. Lo sostituisce Renzo Ranuzzi, l’uomo per tutte le stagioni, con la supervisione di Aza Nikolic che segue la squadra soprattutto nelle gare di Coppa. Coppa che procede benissimo, la Virtus batte il Bosna e L’Armata Rossa, vince a Madrid e Sarajevo (al supplementare) e accede alla finalissima. Concentrata sulla Coppa la Virtus è solo quinta alla fine della stagione regolare.

L’infortunio di McMillian

Deve giocare contro Brindisi per gli ottavi. Dopo la vittoria all’andata, il successo in Puglia non è festeggiato, l’infortunio che pone fine alla carriera di McMillian è un colpo fortissimo, ma già si vola a Strasburgo per la finale. Nonostante l’assenza di Jim la Virtus sta a lungo avanti e meriterebbe la vittoria contro il Maccabi, ma l’arbitro Van Der Willige penalizza vistosamente i bianconeri. La coppa va agli israeliani che vincono per un solo punto.

Dopo la beffa di Strasburgo emozionanti playoff in campionato

La Sinudyne reagisce benissimo, vince subito a Pesaro nei quarti con un canestro sulla sirena di Villalta, elimina i pesaresi vincendo anche a Bologna. Va a Varese per la semifinale, priva anche di Bonamico e vince dopo due supplementari con 16 punti del giovane Cantamessi, poi chiude il conto a Bologna. In finale di nuovo Cantù. La Virtus perde gara uno, ma perde anche Marquinho nell’ultimo allenamento prima di garadue. La Virtus gioca a Bologna senza stranieri apparentemente senza speranza, con una formazione composta da otto giocatori provenienti dal vivaio, tutti tranne Caglieris e Villalta (è la prima di 845 presenze di un giovanissimo Binelli). I brianzoli quando arrivano scaricano le bottiglie per brindare allo scudetto, ma una splendida Virtus tutta italiana compie l’impresa di costringere i canturini alla bella, nella quale la Sinudyne tanto menomata cede solo nel finale con l’onore delle armi. Un’annata segnata da una grande sfortuna. Rimane la sensazione di una stagione di grandi imprese che avrebbe potuto portare la stella del decimo scudetto e la prima coppa europea. A livello giovanile arriva lo scudetto Propaganda.

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