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Virtus, Zanetti: «La Virtus deve sempre puntare a vincere»
Il Presidente della Virtus, Massimo Zanetti, fa il punto sulla stagione, il mercato e il futuro societario
Il presidente della Virtus Bologna, Massimo Zanetti, ha incontrato la stampa al Savoia Hotel Regency per fare il punto sulla stagione appena conclusa e guardare al futuro del club. Dal bilancio dell’ultimo anno alle strategie di mercato, passando per Eurolega, nuovo palasport e prospettive societarie, il numero uno bianconero ha ribadito la volontà di costruire una Virtus competitiva e sostenibile, confermando la propria presenza alla guida del club durante la fase di transizione verso nuovi investitori.
BILANCIO DELLA STAGIONE:
«Ringrazio tutti: in questa giornata calda siete venuti ad ascoltare quello che ho da dire. Ringrazio anche per l’amore che ci unisce alla Virtus, di cui sono onorato di essere presidente. Ringrazio i tifosi che continuano a supportarci e a credere nella Virtus. L’ho detto tante volte: ringrazio la città di Bologna, che ha la forza di sostenere due grandi squadre di basket. I bolognesi sono sempre da ringraziare. Ringrazio anche gli sponsor che ci hanno aiutato in quest’anno che sembra non essere andato molto bene, ma non è così».
«Purtroppo è l’unico mio anno senza una Coppa. Penso che la squadra fosse forte: abbiamo battuto Real Madrid, Barcellona e altre grandi squadre. Ma anche loro, pur essendo fortissime e con budget enormi, non hanno vinto l’Eurolega, che vince solo una squadra. Non sono i soldi a fare i risultati: devono essere spesi bene, e ci deve essere armonia nella squadra e nella società. A noi è mancato questo».
IL CASO DUSKO IVANOVIC.
«Sono state scritte molte cose sull’addio di Ivanovic: non è stato deciso né da me né da Paolo Ronci, al quale rinnovo tutta la mia fiducia, ma dai giocatori e da Ivanovic stesso. Dusko è un allenatore molto duro. Oggi i giocatori appartengono a una nuova generazione, non sempre abituata a certi metodi: vogliono più libertà e sono persone diverse, soprattutto quando sono campioni. Quando un giocatore è sotto contratto con la Virtus, quel contratto va rispettato».
«C’erano tensioni ogni settimana: quattro giocatori avevano chiesto di andare via se fosse rimasto Dusko. Io continuavo a difenderlo, ma alla fine è stata una sua scelta: ha detto “o mandate via me o questi giocatori”. Io i giocatori non posso mandarli via. Lo abbiamo quindi semplicemente sospeso. Ha ricevuto il compenso fino all’ultimo. Per me resta un amico e gli voglio bene. Abbiamo scelto poi di promuovere l’assistente allenatore, che in tutto l’ambiente era considerato valido. Abbiamo perso la semifinale con Venezia anche perché ci mancavano tre giocatori fondamentali: altrimenti avremmo potuto vincere».
PAJOLA, TAYLOR E LA SEMIFINALE CON LA REYER.
«L’addio di Pajola? Purtroppo a un certo punto ha deciso di cambiare. Noi avevamo fatto un’offerta e io gli ho parlato tre volte. Per me era una bandiera e quasi un figlio sportivo. Mi ha detto che voleva provare un’esperienza all’estero. A Bologna sarebbe rimasto per sempre “Pajo”, ma non sono riuscito a convincerlo».
«Taylor è stato cambiato perché Dusko non lo voleva. Poi è stato giusto lasciarlo andare. Successivamente si sono aggiunti gli infortuni, come quello di Pajola e altri. La sfortuna continua, ma nonostante tutto abbiamo vinto cinque stagioni regolari di fila. Due playoff li abbiamo anche vinti: il bilancio resta positivo».
«Sulla semifinale più recente mi sono rifiutato di vederla: è stata una partita di rugby più che di basket. Ma non voglio fare polemiche».
IL FUTURO DELLA VIRTUS BOLOGNA.
«Per quanto riguarda la nuova squadra e il futuro della Virtus, io sarò sempre qui. Stiamo costruendo una buona squadra e abbiamo cambiato indirizzo: me ne assumo la responsabilità. Il nuovo indirizzo è costruire una squadra giovane, molto giovane, ma con ragazzi che abbiano già dimostrato il proprio valore. Il mercato è cambiato: gli stipendi sono aumentati molto e bisogna essere più bravi nella scelta dei giocatori. Ronci è il mio braccio operativo, ma la decisione finale è sempre mia».
«Ho letto numeri non corretti: il budget della Virtus è di 25 milioni, non 15. Bisogna considerare tutto, non solo il budget dei giocatori. Quando abbiamo speso di più abbiamo ottenuto risultati importanti. Cercheremo ragazzi forti, giovani, con esperienza in EuroCup o Eurolega, con entusiasmo e con maggiore disponibilità nello spogliatoio. Sono convinto che costruiremo una squadra competitiva, almeno quanto quella di quest’anno. L’obiettivo sarà sempre vincere una Coppa, e spero soprattutto nella Coppa Italia che non ho mai vinto».
«Non posso andare avanti all’infinito, anche per la mia età. Stiamo valutando offerte di società e fondi interessati a entrare nella Virtus o a rilevarla. Io resterò per accompagnare il passaggio, ma voglio che avvenga verso persone capaci e affidabili».
«La Virtus è una società storica, una delle più importanti d’Italia e d’Europa. Ho riportato la Virtus in Eurolega e credo che il suo posto sia lì. Valuteremo con attenzione ogni possibilità futura. Stiamo costruendo un nuovo impianto moderno, come stanno facendo le grandi società europee. Siamo quasi arrivati alla conclusione dei lavori. Lì porteremo la sede della Virtus, gli uffici e le palestre. Per me il nome del nuovo impianto dovrebbe essere “Palasport Virtus”, la casa della Virtus. Rappresenta la storia del basket italiano e credo che il palazzetto debba avere questo nome».
CAMPAGNA ABBONAMENTI E PASSAGGIO DEL TESTIMONE.
«La campagna abbonamenti inizierà l’8 luglio senza aumenti. Quando ci sarà il nuovo palasport potrà esserci un cambio di posto, ma il tipo di abbonamento resterà lo stesso».
«Non posso prevedere il futuro, altrimenti sarei più ricco di quello che sono. Ma cederò la società, tutta o in parte, solo quando sarò sicuro che finirà in buone mani. Non c’è fretta: bisogna fare un passaggio graduale, come avviene nelle aziende quando si passa alla seconda generazione».
IL NUOVO COACH E IL BUDGET A DISPOSIZIONE.
«Mumbrù è stata una scelta rapida: mi è piaciuto subito moltissimo. È stato un grande giocatore, campione d’Europa con la Germania, ed è perfetto per il progetto giovane che vogliamo costruire. È entusiasta di venire alla Virtus e io voglio sempre persone felici di essere qui».
«Per gli sponsor, spero che tutti quelli attuali rinnovino. Stiamo trattando anche con altre grandi aziende per lo sponsor principale. Di imprenditori bolognesi interessati non ne ho visti. Stiamo parlando soprattutto con gruppi stranieri interessati alla Virtus e al progetto Eurolega. Sono due gruppi, uno americano-greco e uno americano-svizzero: persone solide che vogliono investire e vincere. L’anno scorso il budget era di 28 milioni, quest’anno è di 25».
«La palestra Porelli resterà dedicata al settore giovanile. Gli uffici di Casa Virtus, che oggi sono in affitto, verranno trasferiti nel nuovo Palasport, termine che preferisco rispetto ad Arena».
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