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La Serie A e la (pessima) statistica sulla continuità dei progetti tecnici. E il Bologna…
In Serie A le panchine sono sempre più fragili e la durata degli allenatori si riduce costantemente, tra cambi rapidi e progetti sempre più brevi. Ecco come il Bologna si ritrova dentro questa dinamica…
Il momento del calcio italiano non è sicuramente tra i migliori per quanto riguarda i progetti dei club con i rispettivi tecnici. A conferma di questo c’è una statistica lampante: il 75% degli allenatori di Serie A resta sulla stessa panchina meno di un anno. Nessuno supera i due anni e la durata media si ferma a 10,9 mesi.
La Serie A e gli allenatori: l’instabilità di un campionato
Tali numeri spiegano in maniera esplicativa quanto sia diventato fragile il concetto di progetto tecnico nel nostro campionato. E la fine del campionato potrebbe riconfermare questa tendenza. Diverse big stanno riflettendo sul futuro delle proprie panchine e, come spesso accade, quando iniziano a muoversi i grandi club tutto il sistema entra in agitazione. Anche il Bologna, inevitabilmente, si ritrova dentro questo scenario.
Vincenzo Italiano e Fabio Grosso (@1000 Cuori Rossoblù)
Il Bologna e la crescita
La situazione di Vincenzo Italiano non risulta infatti chiarita al 100%. Nessuno mette realmente in discussione il lavoro del tecnico, che ha dato continuità al percorso di crescita rossoblù dopo l’era di Thiago Motta. Allo stesso tempo, però, il finale di stagione e le ambizioni stanno portando a riflessioni che fanno parte di quello stesso percorso.
Ed è proprio questo il paradosso delle squadre che crescono oggi: confermarsi è diventato molto più complesso che sorprendere. Di conseguenza, il dibattito in casa Bologna ruota attorno all’Europa, agli investimenti e alla qualità della rosa.
Sartori, Italiano e Saputo (© Damiano Fiorentini/1000cuorirossoblù)
Come restare in alto?
Per questo il tema non riguarda soltanto la permanenza di Italiano. La vera domanda è capire se società e allenatore abbiano ancora la stessa visione sul prossimo step del progetto. Nel calcio italiano la continuità tecnica è sempre più rara, anche perché gli allenatori sono diventati quasi “pezzi di mercato”: basta una stagione positiva per attirare l’interesse di piazze più grandi.
Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)
Il Bologna però ha dimostrato, da ormai 10 anni a questa parte, di voler avere un progetto tecnico solido, che dia una continuità di risultato. Ciò non significa per forza vincere, ma dimostrare – a tutti, anche in Europa – di essere competitivi. Con questa intenzione il Bologna potrebbe a suo modo discostarsi, pur facendone parte, da un campionato che predilige il tutto e subito.
Perché è bene ricordare che alla fine dei giochi, i grandi nomi poco contano. Ciò che resta sono società e tifosi, cardini delle vittorie più meritate.
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