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Gerardo Ottani, da attaccante a medico sociale del Bologna

La storia delle due vite in rossoblù di Gerardo Ottani: da jolly d’attacco a medico sociale del Bologna. Ottani si dimostrò un professionista di alto profilo in entrambe le professioni; e questo doppio ruolo lo rende probabilmente un unicum a livello mondiale.

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Amarcord - Gerardo Ottani

Gerardo Ottani fu un buon giocatore del Bologna a cavallo tra anni 20 e 30, smise di giocare una volta laureatosi per poi diventare il medico sociale della squadra per cui aveva precedentemente giocato, diventando probabilmente un unicum a livello mondiale.

Il calcio degli albori regala sempre storie romantiche, che trasudano passione e valori che oggi sempre più spesso pensiamo impossibili da conciliare col mondo moderno in generale, figuriamoci a quello calcistico così tanto concentrato su successo e denaro.

Una storia rossoblù da raccontare quella di Gerardo Ottani, visto che  per altro ha vinto e segnato parecchio come calciatore, e poi è stato per parecchi anni il medico sociale del Bologna, alzando alcuni trofei anche da quel ruolo.

Gerardo Ottani nasce a Greco Milanese il 3 marzo 1909, l’anno di fondazione del Bologna F.C. 1909, inizia la propria carriera calcistica in giovane età, a 16 anni. In rossoblù ci arriva ufficialmente nel 1927, e la società in cui entra a far parte sta vivendo anni che passeranno alla storia, Quelli che verranno di li a poco saranno però anche migliori; stagioni in cui Ottani sarà sempre più parte integrante del gruppo che faceva tremare il mondo.

Gerardo Ottani

Gerardo Ottani

Gerardo Ottani, jolly d’attacco del Bologna

Sebbene oggi lo definiremmo una “riserva”, visto che non era tra i giocatori utilizzati con più costanza, faremmo un grave errore a considerarlo tale. Non solo perché negli anni in cui giocò non c’era la possibilità di fare sostituzioni (che arrivarono solo negli anni ‘50), ma anche perché i suoi numeri parlano chiaro.

Riuscendo a ricoprire tutti i ruoli d’attacco, veniva considerato un jolly e ottenne 87 presenze, segnando 34 reti. Un numero importante, perché nonostante in quel calcio fossero più facili le “goleade”, avere una media di un gol ogni 2,5 partite non era affatto facile, nemmeno allora, soprattutto per un jolly, soprattutto per chi non aveva la continuità di altri. Per fare un esempio, la sua media gol/partita in maglia rossoblù è più bassa di quella di Di Vaio o Signori, ma più alta di quella di Roberto Baggio o Julio Cruz.

E forti di quel numero di presenze e ancor più delle reti segnate, possiamo sostenere a ragion veduta che fu anche merito suo se il Bologna in quegli anni vinse due Scudetti (1928/29 e 1935/36) e due Coppe dell’Europa Centrale (1932 e 1934).

A sottolineare ancora di più le sue abilità, essendo iscritto all’Università di Bologna, Gerardo Ottani venne convocato anche alle Universiadi, allora chiamate Campionati Mondiali Universitari. E con la maglia azzurra vinse due medaglie d’oro: uno a Darmstad nel 1930 e uno a Torino nel 1933.

Arrivato in rossoblù nel 1927, come già detto, si ritirerà dal calcio nel 1936, dopo aver vinto il secondo scudetto, all’età di soli 27 anni. Perchè si ritirò così giovane?

Libro di Medicina dello Sport di Gerardo Ottani

“Medicina dello Sport” di Gerardo Ottani

Dottor Gerardo Ottani, medico sociale del Bologna

Come detto, furono due le vite di Gerardo Ottani all’interno del suo Bologna, dove fu più che un attaccante. Il suo ritiro dal calcio, infatti, arrivò non per problemi fisici o di età. Ottani smise di giocare a calcio perché una volta terminato il proprio percorso universitario era ora di iniziare a “lavorare”.

Così, dopo aver conseguito la Laurea in Medicina Interna e la Specializzazione in Radiologia e Medicina dello Sport, abbandonò il calcio giocato per intraprendere la carriera di medico. Scelta che oggi appare assurda, non solo vista la sproporzione di reddito tra le due professioni, ma anche per la notorietà che oggi offrirebbe essere un giocatore di una formazione con due titoli nazionali e due europei in bacheca. Ma quelli erano anni differenti.

Bologna era ormai la sua città adottiva, e così, finita la Seconda Guerra Mondiale, Gerardo Ottani divenne il medico sociale del Bologna, dando il via alla sua seconda carriera rossoblù. E anche in questa nuova esperienza, riuscì ad essere parte di una squadra vincente. Infatti, con lui a curare gli acciacchi dei calciatori, il Bologna vinse la Coppa dell’Alta Italia (1945/46) e la terza Coppa dell’Europa Centrale (1961/62), che intanto aveva cambiato nome in Mitropa Cup.

Ultimò il proprio rapporto con il Bologna nel 1962, arrivando ad un passo dalla vittoria dell’ultimo Scudetto rossoblù (quello del 1963/64). Gerardo Ottani, morì poi all’età di 88 anni, sempre nel capoluogo emiliano, nel dicembre del 1997.

Doping e Calcio Professionistico, il libro di Gerardo Ottani

Doping e Calcio Professionistico, il libro di Gerardo Ottani

Doping e calcio professionistico

Ma Gerardo Ottani viene ricordato anche per un altro motivo. Dopo aver avuto una soddisfacente carriera calcistica, si dimostrò altrettanto competente anche in ambito medico, dove fu un pioniere nello studio di un fenomeno che, di li a poco, sfiorerà anche il suo Bologna.

Nel 1961 pubblicò infatti un libro intitolato “Doping e calcio professionistico”, che con ogni probabilità fu il primo libro su un tema assai spinoso destinato ad essere trattato poi per i successivi decenni, e che a volte ancora oggi tiene banco.

Il destino a volte poi gioca scherzi strani, e infatti fu proprio il successore di Gerardo Ottani in rossoblù, il dottor Igino Poggiali, il medico sociale che si vedrà catapultato suo malgrado nello scandalo doping del 1963/64. Scandalo che poi finì per sciogliersi come neve al sole, visto che verrà provato che il Bologna non fece uso di doping in quella stagione. I rossoblù poterono fregiarsi così del settimo titolo di Campioni d’Italia, nonostante le tensioni dovute a quelle malevoli voci portarono alla morte del Presidente bolognese Renato Dall’Ara. Ma questa è un’altra storia.

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