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Amarcord – Gioca bene, gioca male, Paramatti in Nazionale!

Terzino che ha fatto la storia a fine anni ’90 con la maglia rossoblù, che dalla Serie C è arrivato a vincere uno Scudetto con la sua squadra del cuore dopo aver fatto innamorare Bologna. Michele Paramatti è una bandiera del Bologna.

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Amarcord - Michele Paramatti

Un amarcord su Michele Paramatti non può che esordire in un solo modo: «Gioca bene, gioca male, Paramatti in Nazionale!». Ma come si fa a trasmettere cosa è stato Paramatti per quelli che ne hanno vissuto l’epopea rossoblù? Solo grandi narratori potrebbero trasmettere in modo efficace certe sensazioni, certe emozioni.

Tenterò comunque, così come già fatto per altri calciatori che mi hanno emozionato. Paramatti non può non avere un amarcord tutto suo qui su 1000 Cuori Rossoblù, non può passare inosservata una storia così romantica come la sua. Da svincolato di Serie C allo Scudetto con la sua squadra del cuore, esplodendo nel mondo del calcio italiano grazie al Bologna, dopo aver contribuito a portarlo in Europa e a vincere quello che ad oggi è ancora l’ultimo trofeo internazionale alzato dai rossoblù (l’Intertoto 1998). Proviamo allora, a raccontare un po’ di Paramatti a chi non l’ha vissuto.

Gli inizi di Michele Paramatti, tra SPAL e Russi

Nato a Salara, in provincia di Rovigo, Paramatti cresce calcisticamente nella SPAL, e dove dopo le giovanili, esordisce in prima squadra che in quel momento milita in Serie C1. Il terzino, che dimostra di disimpegnarsi bene su entrambe le fasce, passa al Russi, in Interregionale, per fare esperienza.

Due anni dopo torna a Ferrara, dove rimane in biancoazzurro per sei stagioni, tra Serie C1 e C2 e una puntata in Serie B nel 1992/93, incrociando per la prima volta la strada del Bologna.

Nel 1995 il contratto con la SPAL non viene più rinnovato e Paramatti si trova, a 27 anni, in quello che teoricamente era il pieno della maturità di un calciatore, disoccupato. Ma non è una persona a cui piace stare con le mani in mano e non sono ancora anni di personal trainer e allenamenti singoli. In quel tempo, alcuni disoccupati si allenavano assieme, nella formazione denominata “Equipe Romagna” e disputavano delle amichevoli per tenere la forma e, magari, farsi notare.

E così avviene per Paramatti in quell’estate del 1995, quando faceva parte dell’Equipe Romagna, che negli anni affrontò più volte anche il Bologna. E la sua esperienza da svincolato non dura a lungo.

Michele Paramatti 1996-97 (Wikipedia)

Michele Paramatti 1996-97 (© Wikipedia)

Michele Paramatti e il Bologna

Gabriele Oriali, allora Direttore Sportivo del Bologna, in quell’estate fece una scommessa che non tutti avrebbero fatto. Il Bologna è appena tornato in Serie B e il dirigente rossoblù assume come rinforzo un ventisettenne disoccupato che aveva visto solo una volta la Serie B. Michele Paramatti arriva a Bologna, come una scommessa quasi azzardata.

Si dice che la fortuna aiuta gli audaci, e senza dubbio Oriali lo fu. Ma altrettanto senza dubbio, il dirigente felsineo vide quello che poteva essere il potenziale di Paramatti, e il giocatore fu bravo e fortunato nello sfruttare al meglio l’occasione. Con impegno, dedizione e professionalità. Oltre che con capacità.

Esterno sinistro, che può anche disimpegnarsi a destra, risulta rapido e preciso in chiusura, e incisivo e determinante in spinta. Diventa subito uno dei punti di forza dei rossoblù di Ulivieri che vince il campionato di Serie B e che stupisce in Serie A.

La scommessa di Oriali è vinta in modo schiacciante: sei stagioni sotto le due torri, 206 presenze e 20 gol. Determinante nella vittoria dell’Intertoto 1998 e della meravigliosa e sfortunata cavalcata della Coppa Uefa del 1998/99. Una formazione che ottenne un record in quella stagione: fu la prima squadra italiana a disputare 16 partite in campo europeo nella medesima stagione.

Uno degli idoli dei tifosi di quelle indimenticabili annate, che non lesineranno mai l’iconico coro: «Gioca bene, gioca male, Paramatti in Nazionale!». Maglia che purtroppo però, non indosserà.

Michele Paramatti in acrobazia

Michele Paramatti in acrobazia (© Bolognafc.it)

Alcune perle, in maglia rossoblù

Meritano di essere visti, sia per chi non li abbia vissuti dal vivo, sia per chi voglia farsi scendere una lacrima, almeno due dei venti gol realizzati da Paramatti con la maglia rossoblù.

Il primo è un gol da antologia, una rete da vedere e rivedere, da sognare per i futuri appuntamenti sportivi del Bologna. Siamo in Intertoto, è il 28 luglio 1998 e al Dall’Ara si gioca l’andata della Semifinale che vede di fronte Bologna e Sampdoria. La gara è sull’1-1 e su una punizione di Kolyvanov Paramatti inventa un Eurogol. In rovesciata. Un vero capolavoro.

Stessa stagione, ma competizione differente. Siamo alla semifinale di Coppa Uefa, è il 20 aprile 1999 e il Bologna sblocca il risultato e si illude momentaneamente di poter approdare alla finale, grazie al gol di Michele Paramatti. Sarà il suo momento più alto a Bologna: circa quattro anni prima stava approdando nella lista degli svincolati della Serie C.

Anni dopo, sarà lui stesso a ricordare: «Abbiamo vinto il campionato di Serie B e poi ho fatto alcuni meravigliosi anni in Serie A. Il gol più importante è stato ovviamente quello contro il Marsiglia. Pensavamo di essere in finale a Mosca e poi invece siamo stati eliminati. Se avessimo passato il turno a Bologna avrebbero sostituito la statua del Nettuno con la mia». Non credo esagerasse troppo.

Paramatti passa alla Juventus, per poi tornare

Idolo dei tifosi, pedina fondamentale dello scacchiere rossoblù, ha indossato anche la fascia da capitano, ma arriva il giorno in cui Paramatti si deve allontanare da Bologna. Arriva la chiamata che non si può rifiutare, e che di solito non piace per nulla ai tifosi. Paramatti nel 2000 passa alla Juventus.

Una scelta sofferta. Una scelta che farà piangere il calciatore e disperare la piazza. Paramatti non se la sente di andarsene lasciando l’addio a uno scarno comunicato stampa. In tempi pre-social, ci si affida alla conferenza stampa vera e propria. Un addio sentito, commosso e commovente. Impossibile criticare Michele, che a trentadue anni riceve l’offerta della vita: giocare nella squadra che tifa fin da bambino e con cui può lottare per lo Scudetto e giocare la Champions League.

Vi riportiamo il servizio sulla conferenza stampa. Chi scrive si commuove ancora oggi nel ricordo. Impossibile, ripeto, criticare Paramatti per questa scelta. Solo amore per lui. Anche nell’addio. Sarà proprio lui a evidenziarlo: «Non mi sembrava giusto chiudere cinque anni con le due righe del comunicato di mercoledì». Avevi ragione Michele.

In bianconero ci passò due stagioni, collezionando 26 presenze e vincendo uno Scudetto, quello del 2002. Un finale di stagione che al Bologna non portò bene, ma che regalò la gioia più grande a uno dei suoi tanti figli adottivi.

Tornato in rossoblù nel 2002/03 abbracciato ancora una volta dalla sua Bologna, l’anno dopo chiuse la carriera alla Reggiana in Serie C, laddove tutto era iniziato.

Nel settembre 2012 il suo amore per Bologna e l’Emilia-Romagna si dimostra una volta di più. Paramatti è l’ideatore del sito web Unamagliaperlemilia.it attraverso cui mette in vendita divise di svariati giocatori famosi raccogliendo cira 24.000 totalmente devoluti ai terremotati del sisma di maggio 2012.

A Bologna, non si può non amare Michele Paramatti.

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