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Tomasevic e il salto tra i grandi: destinazione Mantova
Dopo il rinnovo fino al 2029 il difensore montenegrino affronta la prima esperienza tra i professionisti: il Mantova e Modesto per crescere in Serie B.
Il rinnovo fino al 2029 e subito dopo una nuova sfida. Bodin Tomasevic giocherà la stagione 2026-2027 con la maglia del Mantova, scelta che rappresenta un passaggio importante nel percorso del difensore rossoblù classe 2006. Restare a Bologna con Tedesco poteva essere una possibilità, ma il club ha preferito indirizzarlo verso un campionato impegnativo come la Serie B, dove ogni partita pesa e ogni errore si paga. Per un giocatore della sua età, quale occasione migliore per confrontarsi subito con il calcio dei professionisti? Il trasferimento avviene in prestito secco, segnale evidente della fiducia che il Bologna continua a riporre in un ragazzo che, dal suo arrivo in città nel gennaio del 2025, ha costruito un legame forte con l’ambiente rossoblù.
Tomasevic verso il calcio dei grandi
Dopo aver lasciato il Montenegro, il centrale classe 2006 ha compiuto passi importanti con la maglia del Bologna. Prima la salvezza conquistata con Calucci in panchina, poi la corsa fino alla semifinale Scudetto sotto la guida di Morrone, diventando uno dei punti di riferimento della squadra sia sotto il profilo tecnico sia da quello caratteriale.
Il passaggio tra i professionisti era ormai inevitabile. L’età, le qualità difensive e la personalità hanno reso naturale questo salto. Tomasevic ha dimostrato di possedere le caratteristiche del leader, qualità che gli hanno consentito di emergere nel gruppo Primavera.
Il difensore era molto apprezzato da Italiano e con lui avrebbe potuto anche restare in prima squadra. La società, però, ha scelto una strada diversa: mandarlo a giocare con continuità per permettergli di accumulare minuti e crescere ulteriormente.
Nel progetto del Mantova c’è anche Tomasevic
Il Mantova rappresenta il contesto ideale per questa nuova tappa. La società lombarda sta cercando di costruire una rosa nella quale alcuni giovani possano svilupparsi accanto a elementi di maggiore esperienza.
Nell’ultima stagione la squadra ha chiuso il campionato al nono posto con 46 punti conquistati nelle 38 giornate disputate. I 57 gol subiti rappresentano invece un dato sul quale il club intende intervenire, e proprio in questo senso l’arrivo di Tomasevic potrebbe rivelarsi utile.
Ad allenare il Mantova c’è Francesco Modesto, ex centrocampista che ha vestito anche la maglia del Bologna tra gennaio e giugno del 2010, in prestito dal Genoa. Il suo compito sarà quello di lavorare sulla crescita del difensore rossoblù, pur mantenendo naturalmente come priorità il rendimento della squadra.
Una difesa a tre che può valorizzarlo
Il sistema difensivo potrebbe favorire le caratteristiche del montenegrino. Modesto dovrebbe infatti confermare la difesa a tre, soluzione nella quale Tomasevic si è già espresso molto bene durante il campionato Primavera.
Il classe 2006 ha dimostrato di poter giocare sia al centro del reparto sia nel ruolo di braccetto destro. La velocità negli spazi aperti gli permette di difendere anche con molto campo alle spalle, mentre la capacità di anticipare gli avversari consente alla squadra di mantenere un atteggiamento aggressivo.
Sarà proprio questo uno degli aspetti sui quali il tecnico potrà fare affidamento. La domanda è inevitabile: quanto di quello mostrato in Primavera riuscirà a trasferirlo in Serie B? Il campionato cadetto presenta difficoltà molto diverse, ma la personalità del difensore potrebbe aiutarlo a compiere il salto. Resta soltanto da eliminare quelle piccole disattenzioni che, anche per ragioni anagrafiche, possono ancora comparire.
Un ragazzo che si è innamorato dell’Italia
Come riportato da “Più Stadio“, terminato il periodo di vacanza in Croazia, Tomasevic raggiungerà il Mantova intorno alla metà di luglio per iniziare la nuova avventura.
L’inserimento nel nuovo ambiente non sembra rappresentare un problema. Il difensore si è sempre distinto per disponibilità e capacità di adattamento, qualità che gli hanno consentito di ambientarsi rapidamente anche a Bologna.
Ancora prima di arrivare sotto le Due Torri aveva iniziato a studiare l’italiano, scelta dettata dal rispetto nei confronti del Paese che lo avrebbe accolto e da una professionalità già evidente nonostante la giovane età. Il classe 2006 si è avvicinato rapidamente alla cultura italiana, apprezzandone il cibo, le tradizioni e la musica.
Tra i brani che ascolta prima delle partite c’è “Io vagabondo” dei Nomadi, una scelta particolare che lo ha accompagnato in molte delle sue migliori prestazioni. La speranza è che possa continuare a portargli fortuna anche nella sua prima vera esperienza nel calcio dei grandi.
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