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Bologna, 300 milioni per uno stadio alla Bernabéu: sogno o realtà?

Il club rossoblù punta a una struttura all’avanguardia con tetto retrattile per Euro 2032: tra tecnologie all’avanguardia e investimenti intelligenti, ecco come dovrebbe essere il nuovo impianto targato Saputo.

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Joey Saputo, presidente del Bologna (©Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)
Joey Saputo, presidente del Bologna (©Damiano Fiorentini/1000 Cuori Rossoblù)

Con una lettera d’intenti, il Bologna FC ha annunciato una vera e propria svolta epocale: la volontà di realizzare una nuova casa di proprietà da oltre 30mila posti.

Un progetto da 300 milioni voluto da Saputo in vista di Euro 2032 e che, grazie ad alcune similitudini col nuovo Bernabéu, rievoca la storica liaison con Madrid nata nel 1909 con Antonio Bernabéu, fratello di Santiago e studente al Collegio di Spagna a Bologna, tra i fondatori e primi attaccanti del club rossoblù.

Tra Madrid e l’Europa: i costi reali e i modelli d’ispirazione

Pur ricordando per alcuni aspetti il nuovo Santiago Bernabéu, occorre fare una doverosa puntualizzazione: l’impianto delle Merengues è costato oltre 1,3 miliardi di euro ed ha una capienza di 83.186 posti, integrando una complessa serra sotterranea a 35 metri di profondità dove far “scomparire” il campo.

Il cuore tecnologico del progetto bolognese sarebbe invece la copertura mobile (o tetto retrattile), elemento chiave che avvicina la futura casa rossoblù, oltre che al Bernabéu, ad alcune delle eccellenze internazionali del settore.

In questa fascia di investimento, il modello felsineo dialoga con la Veltins-Arena di Gelsenkirchen e l’Arena di Amsterdam (costate tra i 140 e i 190 milioni all’epoca), ma anche con impianti iconici come l’Arena degli Amici di Solna (300 milioni), il National Stadium di Varsavia (485 milioni) o le strutture a movimento rapido quali il Parken di Copenaghen e la Commerzbank Arena di Francoforte.

Con un budget di 300 milioni e la regia dell’ingegner Massimo Majowiecki, già firma dell’Allianz Stadium di Torino, della copertura dell’Olimpico di Roma per Italia ’90 e di passati interventi al Dall’Ara, l’impianto felsineo proporrebbe una versione ottimizzata di queste tecnologie.

Senza dover inseguire i costi e le dimensioni faraoniche del Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, il Bologna potrebbe comunque garantire spalti coperti, isolamento acustico ed eventi 365 giorni all’anno.

Un’arena sempre viva

La presenza della copertura mobile permetterebbe di chiudere lo stadio in pochi minuti, proteggendo spalti e campo da pioggia, neve e freddo rigido.

Ma cosa significa esattamente realizzare uno stadio polivalente? Vuol dire trasformare la struttura da luogo adibito alla disputa delle partite a vera e propria arena multifunzione attiva ogni giorno dell’anno: uno spazio capace di ospitare concerti internazionali, manifestazioni indoor, fiere, congressi e altri eventi sportivi, garantendo al contempo aree commerciali e ristoranti sempre aperti.

La nuova casa del Bologna, se realizzata, unirà così sostenibilità economica e altissima tecnologia, regalando ai tifosi un impianto moderno, protetto e vissuto 365 giorni all’anno.

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