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Bologna-Amondarain, parola all’esperto di Argentina: «Nome a sorpresa, ma in Serie A può fare bene grazie al suo fisico»
Dal Pincha al calcio italiano: il mediano argentino è pronto a conquistare la mediana rossoblù. Un colpo a sorpresa della formazione emiliana.
Mikel Amondarain è stato il colpo a sorpresa di questo calciomercato del Bologna. Il centrocampista argentino, proveniente dall’Estudiantes, è emerso rapidamente come una delle opzioni più gradite per la mediana. E, nel giro poco più di una settimana, è arrivato in Italia.
Nel programma di amichevoli prestagionali di queste settimane non abbiamo ancora imparato a conoscerlo. Mister Tedesco ne sta dosando l’utilizzo, preferendogli per ora la vecchia guardia. Ma pian piano ci si attende che, appena compreso il calcio europeo e italiano, Mikel sarà spesso della contesa.
Di lui abbiamo parlato con l’appassionato ed esperto di calcio argentino, Giacomo Cobianchi.
Un’ascesa sorprendente
Quella di Mikel Amondarain all’Estudiantes è stata un’ascesa rapida e sorprendente: «L’Estudiantes è una squadra che ultimamente ha vinto abbastanza – spiega Cobianchi – e lo ha fatto in un ambiente molto complesso di grossi contrasti con la Federazione. E lui ha contribuito a queste vittorie, in una squadra che ha sempre unito la gara de esperienza delle sue colonne alla freschezza dei suoi giovani».
«Mikel ha esordito nella seconda metà del 2024. È riuscito a emergere perché in quel momento storico al Pincha serviva un centrocampista così e lui ha saputo interpretare le necessità alla grande – dice l’esperto –. Se lo sono trovati in casa ed è stato bravo e fortunato a prendersi un posto in Serie A. Quello di Amondarain a Bologna è un passaggio interessante perché spesso questo tipo di giocatori arrivano in Europa tramite campionati esotici. Diciamo che è un percorso come quello di Castro che, al Velez, si era messo in mostra in un ambiente anche più complesso».
Chi è Amondarain
Ma chi è Mikel Amondarain? «Lui è un centrocampista ben piazzato, oltre il metro e 85. Per quanto mi riguarda l’ho visto fare soprattutto il mediano. Gravita lì davanti alla difesa. Il fisico lo ha, lo usa, è un un guerriero. Ha il fisico e lo usa, non si tira mai indietro. Non è rapidissimo sul primo passo, ma poi in progressione si è fatto anche trovare in area, per cui ha la capacità di andar dentro. Non è rapidissimo, ma sul lungo è un bel cavallo lo si è visto anche quando ha giocato esterno di difesa».
Dove va piazzato nel Bologna di Tedesco? «Io forse lo vedo al posto di Freuler (ma senza quella capacità di ragionamento, ndr). Veron, presidente dell’Estudiantes (ed ex giocatore in Serie A a cavallo tra gli anni 90 e inizio 2000, ndr), lo ha sempre definito box-to-box però credo che sia adatto a stare davanti alla difesa. Potrebbe forse star meglio in un centrocampo a tre, con due giocatori con più qualità tecniche per coprire le sue mancanze».
L’impatto con la Serie A
Il pericolo per i giocatori che arrivano da oltreoceano, spesso, è l’impatto con il nostro campionato. Ma le perplessità sull’impatto di Amondarain non sono tante secondo Cobianchi: «Io dico sempre che il problema principale per i giocatori argentini che arrivano qui è l’impatto fisico. I giocatori più piccoli e tecnici possono soffrire immediatamente. Lui evidentemente non ha quel problema. Quindi, quando hai un fisico importante è fondamentale tener botta all’impatto fisico che ha il campionato su di te».
Un acquisto a sorpresa
La scelta del Bologna di puntare un profilo del genere, però, ha sorpreso Cobianchi per via delle dinamiche del mercato argentino in uscita: «Sono poche le squadre che in Argentina comprano al di fuori di River e Boca. Le due big, spesso, sono la porta dell’Europa: prima si vende a loro, poi sono loro a vendere in Europa».
Il Bologna invece sta lavorando diversamente: «Quando vedo che c’è una notizia sul Bologna e il mercato argentino tengo gli occhi aperti. Han trovato un canale giusto: trovano elementi ancora poco chiacchierati e fuori dai canali principali. Oltre a questo mi ha sorpreso il giocatore: se è vero che l’Estudiantes ha fatto bene, i rossoblù non hanno puntato il giocatore certamente più in vista della squadra. Anzi. Non era il giocatore di copertina, quindi per questo mi ha sorpreso».
Dominguez e l’“argentino del futuro”
Per fine, Cobianchi ci ha parlato di Dominguez: «L’anno scorso non ho seguito tantissimo il Bologna, però mi ricordo che aveva fatto bene nel primo anno. Non so se sia mancato un po’ il feeling con l’ambiente e l’allenatore. È vero che ha quel fisico che, come detto, può risentire dell’impatto, ma inizialmente non era così. Magari il fatto che il Bologna abbia incontrato più difficoltà del recente passato può aver influito».
E sul futuro qualche è il giocatore da tenere d’occhio? «A me piace tanto e penso possa fare Tomas Aranda del Boca Juniors. Vedremo perché il Boca negli ultimi anni ha tirato fuori diversi giocatori giovani molto bravo su cui però ha monetizzato subito, minandone la carriera».
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