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Dominguez, mercato chiuso: niente Cagliari

Trattative interrotte, nessun colpo last minute e un gruppo da proteggere: il Bologna chiude così il mercato di gennaio.

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Benjamin Dominguez (©Bologna FC 1909) Empoli-Bologna
Benjamin Dominguez (©Bologna FC 1909)

Il Bologna ha chiuso il proprio mercato. Le piste che portavano a Cagliari e Lazio non hanno convinto la dirigenza, giudicate poco vantaggiose sia dal punto di vista tecnico che economico. Alla fine Benjamin Dominguez resta, mentre il club e Vincenzo Italiano hanno scelto di concentrarsi su un obiettivo preciso: evitare tensioni nello spogliatoio e mantenere l’equilibrio del gruppo.

Mercato e la linea della società

Fino all’ultimo il Bologna ha provato a venire incontro alle esigenze di Benjamin Dominguez, che aveva mostrato interesse verso il Cagliari, convinto di poter trovare lì maggiore continuità di impiego. Tuttavia, con il passare delle ore, è diventato evidente come l’operazione non fosse conveniente: poco utile sul piano tecnico e addirittura rischiosa sotto quello economico. A quel punto la società rossoblù ha deciso di tirarsi indietro, di fatto chiudendo il proprio mercato già dalla tarda serata di domenica.

Benjamin Dominguez (© Bologna FC 1909) Milan-Bologna

Benjamin Dominguez (© Bologna FC 1909)

Scelte di mercato tra Lazio e valutazioni economiche

Il punto di svolta è arrivato quando il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha fatto sapere a Giovanni Sartori, tramite Angelo Fabiani, di non voler più prendere in considerazione alcuna formula di prestito per Noslin. Niente prestito secco, niente prestito con diritto: solo obbligo di riscatto, alle condizioni fissate dalla Lazio. Un milione per il prestito e almeno quindici per l’obbligo, cifre che hanno allontanato immediatamente i rossoblù dal tavolo. Anche perché, pure nell’ipotesi di un prestito gratuito, l’ingaggio del giocatore olandese sarebbe stato cinque volte superiore a quello di Benjamin Dominguez, con un saldo complessivo negativo per le casse del Bologna. Valeva davvero la pena forzare? La risposta del club è stata no.

Un mercato prudente e consapevole

È evidente che questa sessione di mercato non abbia acceso l’entusiasmo dell’ambiente, soprattutto considerando le aspettative nate dalla volontà dichiarata del club di essere competitivo su tre fronti. Anche i dirigenti sanno che le critiche non mancheranno, ma la scelta è stata quella di non intervenire ulteriormente, in particolare dalla linea mediana in avanti. Una decisione che comporta responsabilità chiare: se a fine stagione i risultati daranno ragione a questa strategia, arriveranno gli applausi; in caso contrario, la società non potrà che guardare dentro se stessa. La convinzione, però, è che Italiano e la squadra faranno tutto il possibile per spingersi il più lontano possibile in Coppa Italia, in Europa League e per migliorare una classifica in campionato che oggi non soddisfa.

Italiano e la gestione del gruppo

Qual è stato l’atteggiamento di Vincenzo Italiano durante il mercato? L’allenatore avrebbe accolto volentieri un innesto davvero in grado di spostare gli equilibri, ma cambiare tanto per cambiare sarebbe stato controproducente. Meglio un organico leggermente più corto che un elemento scontento in più. Non a caso il Bologna ha lavorato soprattutto sulle uscite di quei giocatori che da tempo vivevano la situazione con malumore: chi per mancanza di spazio, come Sulemana; chi per un impiego limitato, come Immobile; chi per motivi economici, come Fabbian, passato a guadagnare tre volte tanto; e chi perché non si sentiva più a suo agio, come Holm. Una linea chiara, forse poco appariscente, ma coerente fino in fondo.

Fonte: Stadio, Claudio Beneforti 

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