Bologna FC
Bologna, casa o trasferta? La morale del bilancio di stagione
Inversione di rotta per i rossoblù di Italiano: il bottino in trasferta bilancia il calo del Dall’Ara. Il bilancio della stagione del Bologna va oltre i possibili rimpianti e fotografa la maturità del modello societario.
Il Bologna, dopo l’ultima gara in trasferta contro l’Atalanta, si appresta ad archiviare un’annata intensa e della quale è necessario leggere il bilancio ben oltre l’algida superficie dei risultati.
Più che i rimpianti, a caratterizzare questa stagione è il paradosso del rendimento casa-trasferta che rende necessaria una riflessione lucida su una squadra apparentemente capace di capovolgere i propri paradigmi.
L’inversione casa-trasferta
La vistosa peculiarità di questa stagione è l’inversione totale del trend vincente della storica annata 2023/2024, ovvero quella della qualificazione in Champions League.
Due stagioni fa il Dall’Ara era stata un’inespugnabile fortezza da 41 punti, a fronte di un cammino esterno più timido che ne aveva fruttati 27.
Quest’anno la tendenza si è rovesciata: i rossoblù hanno viaggiato a ritmi altissimi fuori casa, con ben 10 vittorie e 34 punti (terzi assoluti dietro alle milanesi), accusando invece qualche frenata di troppo tra le mura amiche, dove i punti raccolti sono stati appena 21.
Se sul piano matematico una proiezione basata esclusivamente sul rendimento esterno avrebbe portato la squadra a quota 68 punti – ironicamente proprio quelli fatti nel 23/24 – la realtà del campionato di oggi ci dice che questa quota varrebbe solo un posizionamento tra il sesto e il settimo posto.
Seppur in zona Europa, non sarebbe molto più in alto dell’ottavo posto attuale, che si rivela uno specchio fedele dei valori espressi e, dunque, per nulla disdicevole.
Rammarichi?
In questo percorso non sono certamente mancati dei momenti di flessione, i cui apici coincidono, forse, con tre precise trasferte (Fiorentina, Como e Genoa): qui il Bologna si è trovato in vantaggio anche di due gol, ma le espulsioni dei secondi tempi hanno poi aperto alla rimonte avversarie.
Episodi questi che lasciano un retrogusto amaricante sul palato rossoblù, ma che rappresentano i fisiologici incidenti di un gruppo rinnovato e chiamato a gestire le inevitabili fatiche fisiche, mentali e di gruppo collaterali ad annate di grandi exploit.
La visione di questo campionato resta però ampiamente positiva e il suo orizzonte arriva dove uno sguardo miope non può.
Dopo stagioni straordinarie, con tutti gli smottamenti di mercato conseguiti, il pericolo maggiore per la piazza era un crollo verticale.
Il Bologna ha invece dimostrato di essere una realtà matura, fertile e capace di autoalimentarsi con intelligenza: pur effettuando cessioni pesanti per fare cassa, la gestione societaria e la guida tecnica hanno mantenuto la squadra competitiva, futuribile e stabilmente tra le prime forze della Serie A.
La vera lezione, insomma, è che il Bologna ha smesso di essere una meteora passeggera, ma ha dimostrato, ancora una volta, di possedere l’organizzazione e la mentalità di un club strutturato per rimanere ai vertici del calcio.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
