Bologna FC
È un vecchio o un nuovo Bologna?
Una conferenza, quella tenuta oggi da Claudio Fenucci, che porta spunti e soprattutto domande: le risposte, però, non si possono avere nel breve
E quindi, come è andata la conferenza stampa di Claudio Fenucci al termine di una sessione di calciomercato burrascosa in casa Bologna? “Burrascosa”: non per il club, forse, ma sicuramente per l’ambiente. Proprio da qui, infatti, arriva la necessità di dare voce, da parte della società, per quelle che sono state le operazioni del club.
Lo chiediamo ai nostri lettori, e un po’ ce lo chiediamo da soli, per quel che abbiamo percepito. L’Amministratore Delegato ha portato numeri e tesi, sul come hanno agito gli uomini del mercato Rossoblù, in base alle richieste individuali e del bilancio. Si è ribadita la volontà di non adagiarsi sul quel che è stato, ma senza fare proclami. Ecco, non ci si aspettavano proclami: forse è proprio questo il punto?
Bologna, le parole dell’AD Fenucci
«Da quando siamo partiti, considerando anche i bonus pagati ad altri club, abbiamo investito 280 milioni. E non ne abbiamo incassati altrettanti. Si vuole mantenere il clima di entusiasmo intorno alla squadra, ma non possiamo prescindere dalla sostenibilità economica». Non la primo, ma il secondo concetto che ha voluto immediatamente ribadire l’AD del Bologna, Claudio Fenucci, nella conferenza stampa odierna. Ci si aspettava qualcosa di diverso? No, perché la società da questo punto di vista ha tutte le ragioni del mondo.
Ma, ed è questo che rimane un po’ sulla punta della lingua, nel riflettere qualche tempo dopo: le alternative mantengono il clima d’entusiasmo citato attorno alla squadra? Al momento no. Ovviamente i risultati spingono verso quella risposta, e non potrebbe essere altrimenti. Ma quest’anno la sensazione è, in generale, diversa rispetto alle scorse stagioni. «Una stagione di transizione? Vi ho dato i numeri, non vogliamo smettere di investire e la proprietà ci garantisce un supporto annuale. Va tenuto in considerazione, l’azionista ha messo più di 280 milioni nel club. Non mi piace la parola transizione, vuol dire tutto e niente. Non si smetterà di investire, ma il dato è che abbiamo investito più di quello che abbiamo incassato».
Chi vivrà, vedra
La parola “transizione” non piace. E, di per sé, non è una brutta parola, in realtà. Anche perché, quando si arriva alla fine di un ciclo, perlomeno di giocatori o di progetto tecnico, è anche normale che ci sia. Ed è proprio questo che tocca: il mercato, in realtà, sembra urlarla quella parola. Proprio come: «Se si può arrivare nei primi dieci siamo contenti». Frasi che un uomo come Claudio Fenucci, nel mondo del calcio (e in squadre importanti) da anni e anni, sa benissimo cosa vogliono dire e cosa provocano al di fuori.
Proprio da qui arriva la domanda del titolo: che Bologna ritroveremo quest’anno? Un “vecchio” Bologna, che si accontentava, o un “nuovo” Bologna, che con il lavoro e qualche sorpresa può seguire il solco tracciato finora dalle ultime annate? La risposta, però, per quanto uno possa provare a lanciarla, non la si avrà perlomeno per qualche tempo. Anche perché, dalla conferenza di oggi, in tal senso non si è avuto molto. Anzi, un qualcosa sì: l’unica “rassicurazione” è proprio sugli uomini dietro la scrivania. E, al di là di quest’estate, una conferma generale (con questo Tedesco), qualche indizio alla risposta potrebbe darlo.
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