Bologna FC
Fenucci sul mercato: «Acquisti importanti, abbiamo abbassato il monte ingaggi. Saputo non molla, Rowe portava negatività»
L’Amministratore Delegato del Bologna, Claudio Fenucci, interviene in conferenza stampa a Casteldebole per spiegare le strategie del mercato estivo e rassicurare la piazza.
È il giorno delle risposte in casa Bologna. Dopo un avvio di campionato in salita e a margine di un calciomercato estivo che ha stravolto la squadra (con le partenze di Castro, Lucumi e Rowe e l’arrivo di forze fresche), l’Amministratore Delegato Claudio Fenucci ha indetto una conferenza stampa a Casteldebole per spiegare le mosse della società rossoblù. Di seguito, tutte le dichiarazioni integrali dell’AD rossoblù, suddivise per temi.
Fenucci: «I costi superavano i ricavi. Saputo non smetterà di investire»
Il tema principale ha riguardato la politica delle cessioni e la necessità di rientrare dai costi sostenuti nel recente passato: «La strategia che abbiamo seguito non può essere slegata da quello che abbiamo fatto nelle ultime tre/quattro stagioni. Dall’inizio dell’ultimo ciclo di investimenti, con Thiago, abbiamo continuato a investire.
Da quando siamo partiti, considerando anche i bonus pagati ad altri club, abbiamo investito 280 milioni. E non ne abbiamo incassati altrettanti. Si vuole mantenere il clima di entusiasmo intorno alla squadra, ma non possiamo prescindere dalla sostenibilità economica.
Il calcio italiano è quello che perde di più, dopo la premier, ed è un tema che stiamo affrontando in Lega. Siamo l’unica Lega che non ha un Fair Play Finanziario. La nostra linea è quindi questa, entrando in campo per vincere ogni partita.
Con le campagne europee abbiamo ingaggiato giocatori che avevano un ingaggio superiore a quello standard. Uscendo dal giro delle coppe europee, abbiamo fronteggiato il problema di avere una squadra più costosa degli introiti del club. La società aveva già idea di intervenire con un’iniezione di capitale di circa 15 milioni di euro».
Fenucci ha allontanato l’idea di un disimpegno o di una semplice “transizione”: «Una stagione di transizione? Vi ho dato i numeri, non vogliamo smettere di investire e la proprietà ci garantisce un supporto annuale. Va tenuto in considerazione, l’azionista ha messo più di 280 milioni nel club. Non mi piace la parola transizione, vuol dire tutto e niente.
Joey Saputo (©Damiano Fiorentini)
Non si smetterà di investire, ma il dato è che abbiamo investito più di quello che abbiamo incassato. L’obiettivo è un calcio sostenibile e il progetto è di lungo periodo. Non c’è nessuna idea di Saputo di mollare, la proprietà è lunga. C’era un’esigenza finanziaria da fronteggiare, ma non per questo la squadra non può ben figurare in Serie A.
Se si può arrivare nei primi dieci siamo contenti. È una situazione che va gestita nel tempo, avremo bisogno delle risorse della proprietà. Il calcio italiano sta perdendo ed è naturale che vengano chiesti i giocatori migliori».
Sui futuri cicli di investimento: «Piano piano cercheremo di adeguare la struttura dei costi. Abbiamo raddoppiato le risorse del settore giovanile. In questo momento ci sono competitor che possono investire più di noi. Una volta assestata la società, ricominceremo a investire. Lavoreremo ancora per abbassare i costi e aumentare i ricavi, ma in questo processo ci aiuterà sempre Joey Saputo».
Le cessioni eccellenti: i “capricci” di Rowe e le motivazioni di Castro e Lucumi
Uno degli argomenti più caldi è stato l’addio last-minute di Jonathan Rowe all’Atalanta. Fenucci ha svelato i retroscena che hanno portato alla sua cessione: «L’operazione Rowe non aveva la finalità della sostenibilità economica. È nata dopo aver cercato di convincere il ragazzo a rimanere, senza riuscirci.
L’avevamo preso perché era in uscita dal Marsiglia dopo una situazione di intemperanza. Aveva già mostrato qualche piccolo problema caratteriale. Aveva dato già dal ritiro qualche segnale di nervosismo, pur non essendoci richieste per lui.
Lavorare in allenamento in un certo modo è anche rispetto dei compagni; se non c’è questo, qualche campanello d’allarme scatta. Unito a questo, lui poteva andare in competizione con Cambiaghi, che stava facendo meglio di lui in allenamento. Era una situazione che poteva portare negatività.
Sapevamo che la sua gestione sarebbe stata complicata quindi, considerando che è l’acquisto più costoso della nostra storia, abbiamo colto l’occasione. Abbiamo fatto una buona operazione con l’Atalanta, con una percentuale sulla futura rivendita, e prendendo un giocatore, Cassa, che ci piaceva come giovane».
Jonathan Rowe (© Michael Mucci x 1000 Cuori Rossoblù)
Per quanto riguarda Castro, Lucumi e Rowe, che hanno rafforzato squadre italiane come Roma, Juventus e Atalanta, l’AD ha precisato: «Tutti sono competitors, ma con la Roma, ad esempio, ci sono centinaia di milioni di differenza. Castro ha chiesto, anche in maniera ferma, di essere ceduto alla Roma, che giocherà anche la Champions League, ed è un investimento che può cambiare la carriera. All’inizio gli avevamo chiesto di rimanere, ma ha detto che era un’occasione che non poteva perdere.
Avevamo cercato di tenere anche Lucumi, ma gli avevamo promesso che gli avremmo dato la possibilità di andare via perché non aveva più motivazioni. Se vendendo Rowe si sarebbe potuto tenere Castro? Non ci piaceva l’idea di tenere un giocatore che sarebbe potuto partire tra un anno. Quando è venuta fuori la vera natura di Rowe avevamo già venduto Castro».
Fenucci: «Fiducia nei nuovi acquisti. Dobbiamo essere contenti dei giovani».
Sul fronte arrivi, il dirigente predica fiducia:«Piccoli è ancora giovane ma ha già mostrato qualità. Per Dovbyk i numeri parlano per lui: ha avuto un problema l’anno scorso ma si sta impegnando in maniera incredibile per tornare in condizione. Mbangula l’abbiamo seguito per tanto tempo.
Non capisco i mugugni sulle formule, anche squadre più grandi di noi fanno operazioni in prestito con diritto. Permettono di conoscere il giocatore. Enem? Abbiamo deciso di tenerlo per fargli conoscere i metodi del mister, a gennaio vedremo cosa fare. Quest’anno abbiamo adottato una strategia diversa, ma abbiamo tanta fiducia nei ragazzi che sono arrivati».
Roberto Piccoli (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
E a proposito dei settori giovanili e di giovani come Libra e Raimondo: «Se il settimo centrocampista è Libra, dobbiamo essere contenti. Se Raimondo fa bene al Frosinone, dobbiamo essere contenti, perché anche quello rappresenta la possibilità di ricavi. L’Atalanta ha incassato circa 350 milioni di euro negli ultimi anni sulle cessioni di giocatori cresciuti nelle giovanili.
Gli scorsi mercati hanno visto l’inserimento di giocatori esperti, utili per le coppe europee. Inserire dei giovani ora può essere il mix ideale».
Fenucci in conferenza stampa: «Tedesco si è presentato bene»
Fenucci ha speso parole anche sul nuovo mister: «Tedesco si è presentato benissimo come idee e progettualità: contro l’Atalanta ha già mostrato un calcio divertente, che serve per mantenere l’atmosfera positiva che si è sviluppata intorno al Bologna in questi anni. L’inserimento nel calcio italiano chiederà tempo, ma porterà risultati positivi. Quando scegliamo un allenatore speriamo di aprire un ciclo con lui. Purtroppo non è stato così con gli altri.
Domenico Tedesco (© Damiano Fiorentini x 1000 Cuori Rossoblu)
Italiano? Aveva mostrato di voler andar via prima di parlare di mercato. A parte Gasperini con l’Atalanta, non ci sono stati allenatori che hanno avuto cicli molto lunghi».
Il nodo Stadio: «Fondamentale per aumentare i ricavi»
Sul fronte infrastrutture, Fenucci è stato perentorio sull’importanza del nuovo impianto: «Il progetto stadio diventerà importante per molte ragioni. Gli stadi sono l’ultimo luogo dove si crea una comunità di tifosi. Va fatto anche per i ricavi: la spesa dei broadcaster si è fermata negli ultimi anni, quindi dobbiamo crescere sullo stadio. Ci aiuterebbe per decine di milioni di euro di introiti.
L’investimento lo farebbe Saputo, non come Bologna, insieme alla Fiera. Il progetto è più semplice rispetto alla ristrutturazione del Dall’Ara. Per noi è fondamentale procedere con questo stadio, che significa una maggiore competitività. Lo stadio è importante anche per la città di Bologna, che non può avere un impianto multifunzionale e moderno in grado di poter ospitare calcio e concerti».
Fenucci: «Continueremo con Di Vaio e Sartori. Orsolini? Volevamo un giocatore identificativo»
In chiusura, Fenucci ha chiarito la posizione della dirigenza sportiva, in scadenza di contratto, e ha parlato del rinnovo di Orsolini: «Anche il consiglio di amministrazione è in scadenza, ma ho già parlato con Joey per continuare. Così faremo con Marco Di Vaio e Giovanni Sartori, parleremo per proseguire con questo gruppo di lavoro.
Claudio Fenucci e Marco Di Vaio (© Damiano Fiorentini)
Infine la chiosa sul lungo rinnovo di Orsolini: «È stato faticoso, abbiamo deciso di fargli un contratto lungo, con alcune clausole di rendimento. Volevamo un giocatore in cui potersi identificare, con la nostra stessa visione e senso di appartenenza, diventando un giocatore simbolo del Bologna».
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