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Bologna, scossa necessaria

Il pesante ko contro l’Inter fa emergere limiti di concentrazione e mentalità: Italiano non fa sconti e chiede una reazione immediata.

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Foto di squadra prima di Fiorentina-Bologna (© Bologna FC 1909)
Foto di squadra prima di Fiorentina-Bologna (© Bologna FC 1909)

Il Bologna sembra essersi improvvisamente perso. Dopo una serie di segnali che già facevano riflettere, la netta sconfitta contro l’Inter ha reso impossibile continuare a minimizzare. Dalla notte europea di Vigo contro il Celta in poi, qualcosa si è inceppato, come ha ammesso lo stesso Vincenzo Italiano nel post partita di San Siro. Finché possibile, l’allenatore aveva protetto il gruppo, ma questa volta ha scelto la linea dura: davanti a certi numeri e certe prestazioni, far finta di nulla non avrebbe avuto senso.

Crisi di identità: Italiano alza la voce

Le parole del tecnico sono state chiare e dirette. Parlare di smarrimento non è stato un modo per scaricare responsabilità, ma per richiamare tutti alla realtà. «Non posso credere che in venti giorni sia cambiato tutto», ha detto Italiano, sottolineando però quanto sia urgente ritrovare certezze per non vanificare quanto costruito fino a questo punto. Un discorso fatto al plurale, come è giusto che sia, ma la sensazione è che nell’ultimo periodo il contributo dell’allenatore sia stato superiore a quello restituito dalla squadra.

Inter-Bologna (© Bologna FC 1909)

Inter-Bologna (© Bologna FC 1909)

Una squadra in crisi anche nell’atteggiamento

È vero, affrontare l’Inter a San Siro è una delle prove più difficili. Ma il problema non è tanto il risultato, quanto il modo in cui è arrivato. Sul piano tecnico il divario era prevedibile, su quello dell’attenzione e della fame molto meno. Il Bologna è apparso passivo, poco reattivo, perso, quasi in balìa degli avversari. Una sensazione già vista in altre gare recenti: dalla Lazio rimasta in dieci uomini, alle sfide di Coppa Italia con Cremonese e Parma B, fino agli incroci con Juventus e Sassuolo. Contro Napoli prima e Inter poi, la qualità degli avversari ha solo amplificato fragilità già presenti.

Il confronto nello spogliatoio

Dopo la gara, Italiano ha scelto il faccia a faccia. Toni misurati ma messaggi netti, senza giri di parole, perché è quello che serve soprattutto nei momenti di crisi. Nessuna messa in discussione delle potenzialità del gruppo, ma la richiesta di maggiore responsabilità da parte di chi scende in campo. Quando serve, l’allenatore non si tira indietro, e questa volta ha ritenuto necessario intervenire con decisione.

Italiano e Niccolini, in Bologna-Brann, non sono riusciti ad ottenere quel passo avanti in classifica (@Damiano Fiorentini)

Italiano e Niccolini, in Bologna-Brann, non sono riusciti ad ottenere quel passo avanti in classifica (@Damiano Fiorentini)

Gambe, testa o entrambe?

Le assenze hanno avuto un peso, ed è inutile negarlo. Ma ci sono dati che parlano chiaro: quattro degli ultimi cinque gol subiti sono arrivati su calcio d’angolo. In queste situazioni non si può puntare il dito su chi manca, bensì su chi c’è. È un problema di concentrazione, prima ancora che di schema. Allora la domanda sorge spontanea: il Bologna è in difficoltà fisica, mentale o in entrambe le cose? Solo Italiano ha il quadro completo per capirlo e intervenire, anche se la prestazione di San Siro ha lasciato intravedere anche un pizzico di presunzione di troppo.

La società e il mercato

La scossa dell’allenatore era necessaria. Ora resta da capire se anche la società deciderà di fare la propria parte. Per continuare a pensare all’Europa anche nella prossima stagione, servirebbe un intervento sul mercato che aggiunga qualità e alternative. Perché il rischio, altrimenti, è quello di disperdere quanto di buono è stato fatto fin qui.

Fonte: Il Corriere dello Sport, Claudio Beneforti

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