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Bologna, Dovbyk attinge all’elisir di Casteldebole: niente Nazionale
No all’Ucraina e testa al Bologna: il centravanti punta a ritrovare la condizione migliore per rientrare subito dopo la sosta nella trasferta contro il Lecce.
È iniziata ufficialmente la pausa per la Nations League e tra i convocati rossoblù figurava anche Artem Dovbyk.
Tuttavia il centravanti ucraino ha deciso di rimanere a Bologna per lavorare sul pieno recupero fisico a stretto contatto col nuovo tecnico Raffaele Palladino.
La sorgente di Casteldebole
Come riportato sulle pagine del Corriere dello Sport – Più Stadio nell’articolo a firma di Claudio Beneforti, la scelta conservativa del bomber è maturata dopo una riflessione ponderata ma comunque sofferta.
Il calciatore viene da un’annata complessa vissuta alla Roma, fortemente condizionata da un grave guaio muscolare alla coscia sinistra (lesione miotendinea) che ne ha limitato le prestazioni e lo ha costretto a un lungo calvario fuori dal rettangolo di gioco.
Trasferitosi in estate sotto le Due Torri nell’ambito dell’operazione Castro, Dovbyk ha dovuto cercare la miglior condizione incappando però in un ulteriore problema, ossia un affaticamento muscolare che lo ha costretto a saltare le sfide con Napoli e Torino.
Consapevole del rischio di ricadute e del lungo periodo di inattività accumulato nell’ultimo anno, il centravanti si è confrontato con il ct dell’Ucraina Andrea Maldera e con il Bologna optando per la strada della prudenza.
L’obiettivo primario è sfruttare queste settimane di pausa per svolgere un lavoro differenziato e personalizzato, sperando che Casteldebole possa essere la sorgente di un elisir che rigeneri il vero Dovbyk, quella pressa idraulica insistente sulle porte avversarie dei tempi del Girona.
La via del gol
La scelta di rimanere in sede assume un peso specifico fondamentale per il futuro, oltre che del ragazzo, anche e soprattutto del Bologna.
Con l’avvio di campionato a rilento e una classifica da risollevare, la presenza del vero Artem Dovbyk alla ripresa contro il Lecce, contro l’Inter e per il prosieguo del campionato diventerà l’arma chiave per permettere a Palladino di scuotere l’ambiente e ritrovare la via del gol.
Con un maggior tempo effettivo e partite molto più aperte fino alla fine, la staffetta con Piccoli lo rende un titolare in ogni caso, che si tratti di partire dall’inizio, fare il dodicesimo uomo o giocarci insieme per risolvere i match.
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