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Bologna, alla festa dei tifosi parte la polemica per “Bella Ciao”

Il CBC ha pubblicato un comunicato che si oppone all’inserimento della politica nella tifoseria, in seguito all’esibizione di Cisco Bellotti.

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Coreografia tifosi Bologna per Bologna-Brann (squadra contro cui giochermo a febbraio 06-11-2025 (@Damiano Fiorentini)
Coreografia tifosi Bologna per Bologna-Brann 06-11-2025 [© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu]

Abbiamo sempre elogiato lo sport come strumento di dialogo ed inclusione appassionata, il calcio in particolare perché è il simbolo per eccellenza della vox populi. Quella profana in molti ambiti, ma che riesce ad accendersi e tornare bambina soltanto grazie alla maglia del pallone che rotola. Ma che cosa accadrebbe se al gioco più bello del mondo si aggiungesse un substrato di politica?

Una questione spinosa

Il dibattito è apertissimo, perché c’è chi crede che il volume sociale generato dai campionati più seguiti dovrebbe essere utilizzato per sensibilizzare, sempre restando su un tracciato ben preciso di rispetto e umanità. Al contempo, altri vorrebbero preservare lo spirito apolitico della propria fede domenicale, uno svago che non ha colori se non quelli del club seguito e che non richiede affiliazioni.

Dare ragione a un polo è difficile, perché l’argomento è spinoso. Ma a Bologna la polemica si è accesa comunque, sullo sfondo della “Festa della maglia e dell’Orgoglio rossoblu”.

Il comunicato del Centro Bologna Clubs

Il motivo del polverone risale allo scorso sabato, quando l’ospite designato dell’evento, Cisco Bellotti, ha concluso la sua esibizione sulle note di “Bella Ciao“, famoso canto partigiano risalente alla Seconda Guerra Mondiale ma che, siamo sicuri, non necessita alcuna presentazione.

Il CBC, ad ogni modo, non ha apprezzato la scelta del cantante, pubblicando un comunicato che ribadisce la natura apolitica delle organizzazioni di tifo organizzato. Una polemica relativamente tranquilla, ma che è arrivata alle orecchie del diretto interessato, tifosissimo rossoblu. E così, come raccontato da Elisa Fiorini per il Corriere di Bologna, è arrivata anche una risposta.

La risposta di Bellotti

«Sono stato preso alla sprovvista, questa nota mi fa sorridere perché quando si invita qualcuno ad un evento bisogna sapere chi si sta invitando» – ha dichiarato il frontman dei Modena City Ramblers, proseguendo poi nell’analisi della serata.

Bandiera dei tifosi rossoblù

Bandiera dei tifosi rossoblù (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

«L’evento è stato bello, si sono riuniti molti tifosi sia per il Bologna sia per il concerto. Forse non dovevano chiamarmi, anche se dopo l’esibizione in molti mi avevano detto di aver apprezzato. Non avevamo preso accordi sulla scaletta, ma in ogni caso non l’avrei mai modificata» – ha concluso Cisco, ribadendo con fermezza il suo status di artista che, per definizione, vuole portarsi dietro gli ideali in cui crede.

Cisco e Macklemore

La situazione, con conseguenze decisamente minori, ricorda molto quanto accaduto ad Ed Sheeran e Macklemore, rapper costretto ad abbandonare il tour per il suo sostegno alla Palestina sotto gli occhi di tutti. In quel caso è stato il popolo a reagire con vigore: per fortuna in questo caso non ce ne sarà bisogno, anche se Bellotti conferma che avrebbe gradito maggior apprezzamento per la sua presa di posizione.

 

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