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Gigi Cagni: «Italiano merita una big? Si, ma difficile trovare meglio del Bologna»

L’ex allenatore di Piacenza e Verona, tra le altre, mette in guardia il tecnico Rossoblù: merita una big, ma attenzione a lasciare Bologna

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Sartori, Italiano e Saputo
Sartori, Italiano e Saputo (© Damiano Fiorentini/1000cuorirossoblù)

Cosa c’è in comune tra Vincenzo Italiano e Gigi Cagni, storico allenatore della Serie A degli anni ’90? Una brutta umiliazione. Proprio così, una sconfitta che, ancora oggi, l’ex tecnico definisce “pessima”. Eppure, in quel 6-1 del 2 febbraio ’97 tra il Bologna di Ulivieri ed il suo Verona ci fu l’esordio in Serie A di un diciannovenne, tale Vincenzo Italiano.

Vincenzo Italiano in Bologna-Celtic 2-2 (© Damiano Fiorentini)

Vincenzo Italiano in Bologna-Celtic 2-2 (© Damiano Fiorentini)

E 29 anni dopo, oggi, è proprio quel Vincenzo Italiano a sedersi sulla panchina del Bologna. Un’esperienza che ha valorizzato tecnico, squadra ed ambiente, e che ha toccato i suoi punti più alti all’Olimpico di Roma. Un connubio fantastico che, però, sembrerebbe pronto a sciogliersi in estate.

Le parole di Cagni sul futuro di Italiano e del Bologna

E sul presente e, soprattutto, futuro di club ed allenatore si è espresso anche Gigi Cagni, intervistato da Marcello Giordano nell’edizione odierna de Il Resto del Carlino.

Come valuti la stagione del Bologna?

«Il Bologna mi cattura, mi piacciono le squadre che provano sempre a fare la partita. È una squadra ad immagine e somiglianza del suo mister, a cui già da giovane piaceva aggredire ed attaccare. Purtroppo, però, per essere intensi dal primo all’ultimo minuto, giocando ogni tre giorni, devi avere una rosa ricca in quantità e qualità, altrimenti alla lunga paghi dazio. Finché il Bologna è riuscito ad essere intenso ha fatto grandi cose, poi il calo è stato fisiologico».

Jonathan Rowe esulta dopo il gol del vantaggio in Roma-Bologna (©Bologna FC 1909) in gol anche contro la Cremonese

Jonathan Rowe esulta dopo il gol del vantaggio in Roma-Bologna (©Bologna FC 1909)

Come vedi il futuro di Italiano?

«Italiano deve portare avanti il suo percorso di crescita. Se succederà a Bologna o da un’altra parte non lo so: dipende anche da quello che gli prospetterà il club. Per le qualità che ha dimostrato di possedere oggi può permettersi di allenare qualsiasi squadra. Non lo dico per affetto, ma per meritocrazia. L’ho seguito fin dai suoi inizi a Trapani. Ha vinto campionati, giocato finali, fatto bene in Europa e ha dimostrato di essere bravo».

E quello del Bologna?

«Oggi il Bologna ha raggiunto una dimensione che pochi club in Italia hanno. E poi ha Sartori, che è tra i migliori direttori sportivi in circolazione, per non dire il migliore. Italiano ha le carte in regola per una big, ma in giro tanto di meglio del Bologna di Sartori non lo vedo».

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