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Bologna e il “diesel” Miranda: partenza lenta, ma ora è imprescindibile

Il Bologna non può fare a meno di Juan Miranda: dopo un avvio non convincente, ora lo spagnolo è un fattore decisivo sulla fascia sinistra, e lo raccontano anche i suoi assist

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Juan Miranda in azione con la maglia del Bologna (© Damiano Fiorentini)
Juan Miranda (© Damiano Fiorentini)

Di questi tempi parlare di carburante è un argomento molto delicato, ma sportivamente parlando non c’è paragone più azzeccato per Juan Miranda e il suo rendimento al Bologna. Lo spagnolo, questa stagione più della scorsa, è un vero e proprio “diesel”, nel suo concetto più conosciuto: partenza cauta, per poi sprigionare tutto quello che si ha. E questo “tutto”, per il Bologna, vale ben cinque assist e una presenza ormai imprescindibile per Raffaele Palladino.

Bologna, un Miranda ritrovato

Ritrovato è il termine corretto, se si pensa all’inizio di campionato di Juan Miranda. Già, perché lo spagnolo, come ricorda Claudio Beneforti nell’edizione odierna del Corriere dello Sport – Stadio, nella prima uscita contro la Lazio è stato il più lontano possibile dal giocatore che abbiamo imparato a conoscere sotto le Due Torri, tanto da innescare in Domenico Tedesco, ancora allenatore del Bologna, una ballottaggio spesso vinto da Rahim Alhassane, nelle prime giornate.

La scintilla per Miranda scocca il giorno di Bologna-Sassuolo, quando da subentrato nel secondo tempo dimostra finalmente quanto possa fare la differenza sulla fascia sinistra: alza il ritmo e mette a segno il suo primo assist stagionale, creando continui pericoli dalla sua fascia. Da “quel” Miranda a “questo” Miranda.

Una certezza per Palladino

Arriva Bologna-Torino, con un cambio modulo dato dal nuovo tecnico Raffaele Palladino. Pane per i denti di Juan, e lo dimostrano i numeri di oggi: quattro assist nelle ultime quattro partite di campionato, risultando decisivo dal primo minuto come da subentrato, vedi contro il Milan. Segno di una condizione fisica e mentale completamente ritrovata, anche grazie al nuovo ruolo di quarto di centrocampo: pane per i suoi denti, viste le caratteristiche.

Eravamo abituati alle partenza a rilento del buon Miranda: anche nella scorsa stagione, l’ultima di Italiano, ci mise un po’ per ritrovarsi. Certo è che poi, quando c’è, in tutti i sensi, lo si nota eccome. E se ne sono accorti tutti che Juan Miranda c’è, a Bologna e non solo: sulla sinistra è ormai un fattore determinante. Lo dicono i numeri, e lo dice soprattutto Raffaele Palladino, dal quale Miranda, in parte, sta facendo le fortune con i suoi assist. E va benissimo così.

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