Bologna FC
Bologna, torna a far cantare il Dall’Ara: è dura, ma l’ultima vittoria è troppo lontana
Il Bologna non sa più vincere al Dall’Ara, due vittorie dal novembre 2025: domani arriva l’Inter, ma i Rossoblù si devono obbligatoriamente ritrovare in casa
12 aprile 2026, Bologna-Lecce 2-0. Tanto è passato per sentire la vera “Poetica” di Cesare Cremonini al Dall’Ara: quella che serviva a decantare una vittoria per un Bologna d’altri tempi. Quello che in casa era uno schiacciasassi, e che aveva reso l’ombra della Torre di Maratona più cupa per chiunque arrivasse da fuori. Un tempo che non c’è più: non solo solo i sei mesi, ma tutto quello che è arrivato prima. Si, perché l’ultimo “vero” Bologna davanti alla propria gente è stato quello della vittoria di un anno fa contro il Napoli. Dopo, il buio. E quel Bologna deve tornare, se si vuol guardare al futuro con più luce: anche se l’avversario si chiama Inter.
Bologna, c’è da ritrovarsi al Dall’Ara…
Una non coincidenza, perché tutti gli assidui frequentatori del Dall’Ara, ahi loro, lo sapevano benissimo. Ma oggi la memoria è stata rispolverata da Marcello Giordano e il suo articolo su Il Resto del Carlino: nel 2026 il Bologna, in campionato, ha vinto solo due volte. Contro l’Udinese a febbraio e contro il Lecce, appunto, a metà aprile. Prima e dopo una grossa, grossissima difficoltà ad imporsi in Serie A.
Non stiamo a guardare i numeri dei pareggi e delle sconfitte: quei risultati potevano arrivare anche con i migliori Bologna visti negli ultimi anni. È proprio la concezione che sembra essersi persa: dal 2022 in poi, il Bologna aveva messo sotto letteralmente chiunque sbarcasse all’ombra della Torre di Maratona. Giocare al Dall’Ara contro il Bologna era diventato un big match: un campo ostico, contro una squadra che incuteva timore spinta dalla propria gente. Ora, invece, quel timore non c’è più. Anzi, sembra averlo il Bologna, oggi, il timore: questo, al contrario, dato dalla pressione di non riuscire ad imporsi.
…a partire dall’Inter
E quindi, c’è da ritrovarsi quanto prima. Inevitabile, se si vuol guardare al futuro con occhi migliori. Lo ha sottolineato anche lo stesso Palladino nella sua conferenza stampa pre-match di questo pomeriggio: c’è da dare tutto, spinti anche dai propri tifosi. Quello è il Bologna che serve al Dall’Ara, e che serviva anche prima: ma, oggi, rimane solo il futuro, ed è quello che si può controllare per Palladino e i suoi ragazzi.
Non importa se domani arrivano i Campioni d’Italia dell’Inter, una squadra che sembra infermabile sinora dentro ai confini. È necessario vedere un Bologna, a casa propria, diverso. Convinto dei propri mezzi e abile nel creare un ambiente che ha sempre, sempre fatto la differenza. Perché il 12 aprile e lontano, ma novembre 2025 lo è ancora di più. E, anzi, partire da domani, contro un Inter che al Dall’Ara, proprio negli ultimi anni, ha sempre lasciato qualcosa, sarebbe forse la scintilla migliore di tutte per riaccendere il fuoco.
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