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Bologna-Milan, il TAR chiude la questione: giusto il rinvio di Lepore
Chiusa la questione: il rinvio di Bologna-Milan da parte del Sindaco Lepore è stato lecito, ora anche secondo il TAR
È arrivata la parola “fine” su una questione durata forse più del dovuto. Quasi due anni, per la precisione, conditi da polemiche a non finire. Anzi, finite in realtà il 25 giugno. È notizia di oggi che il TAR ha emesso la sua sentenza sulla richiesta da parte del presidente del Milan Scaroni e la Lega Serie A dell’annullamento dell’ordinanza emessa dal Sindaco di Bologna, Matteo Lepore, in seguito all’alluvione che ha colpito la città tra il 19 e il 20 ottobre 2024, che ha portato al rinvio di Bologna-Milan. Una sentenza che vede, come morale vuole, vittorioso il Sindaco Lepore: non è stata una scelta irragionevole.
Bologna-Milan, il Tar dà ragione al rinvio di Lepore
Con una città colpita da un evento che ha portato difficoltà immense, anche e proprio nei pressi dello Stadio Dall’Ara, là dove il 26 ottobre 2024 si sarebbe dovuto giocare Bologna-Milan, il rinvio è stato «proporzionata e non manifestamente irragionevole». A dirlo è stato il TAR – come riportato da Fernando Pellerano sull’edizione odierna del Corriere di Bologna – che si è finalmente espresso sulla richiesta dell’annullamento del provvedimento da parte del Presidente del Milan, Paolo Scaroni, e la Lega Serie A.
Una questione quindi, chiusa. Il Sindaco Lepore ha agito per la sua città nel modo giusto, ora anche per la giustizia. Bologna-Milan è stata rinviata per giusta causa e questo rimarrà anche agli atti, non solo nella morale. Niente da fare per Scaroni e la Lega, che avevano avanzato anche una richiesta di risarcimento danni.
Un tempo fin troppo lungo
Un anno e otto mesi, più o meno. Tanto è durata una questione per la quale si è alzato un polverone sicuramente non necessario. Per la gente di Bologna e per chi, in quel momento, ha messo tutto il resto in secondo piano. Così come ha fatto il Sindaco Lepore. La scelta più ovvia possibile in quel momento, per quasi tutti. Ecco, sono queste ultime parole a far pensare, perché probabilmente il tempo dedicato a una moralità forse lasciata, questa si, leggermente in secondo piano, è stato, se qualcuno non vuol dire “troppo”, oltremodo eccessivo.
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