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L’uomo del sabato – Lukasz Skorupski

Il pomeriggio del ritorno alla vittoria al Dall’Ara in Bologna-Monza è coinciso con il ritorno del “vecchio” Lukasz Skorupski: è lui l’uomo della partita per i nostri lettori

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Łukasz Skorupski tra i titolari in Atalanta-Bologna (© Damiano Fiorentini)
Lukasz Skorupski (© Damiano Fiorentini)

Dopo i segnali incoraggianti in quel di San Siro, ci ha pensato il Dall’Ara a regalare conferme. A tutta la ciurma Rossoblù, oltre che al proprio ambiente. Ma soprattutto a un giocatore in particolare. A un uomo, anzi. Che ha sofferto in prima persona un inizio difficile e degli errori che sono costati cari. E infatti il primo pensiero con il premio di MVP in mano lo ha dedicato alla famiglia. L’uomo del sabato per Bologna-Monza è colui che porta il numero 1 sulla schiena: Lukasz Skorupski.

Bologna-Monza, Lukasz Skorupski è l’MVP del match

Non è stato un plebiscito, ma poco ci manca. Come sempre sono i voti di voi lettori sulle nostre pagine social a determinare chi vince questo premio, ogni fine settimana. E per Bologna-Monza il tutto, ancora una volta, ha coinciso con colui che è stato premiato anche in campo: Lukasz Skorupski. Un ritrovato Lukasz Skorupski, potremmo aggiungere.

Il polacco è stato decisivo per riportare il Bologna alla vittoria davanti alla propria gente nell’ultimo scorcio di gara mettendo le sue mani sul rigore di Cutrone e sull’ultimo tiro dei brianzoli a botta sicura, che Lukasz ha tenuto lì in due tempi. E non se lo sarebbe fatto scappare per nulla al mondo quel pallone, dopo tutto quello che è successo nelle prime giornate. L’esultanza dopo il rigore e a fine partita lo raccontano perfettamente.

I campioni si rialzano sempre

Qualcuno potrà non pensarlo, ma per Bologna Lukasz Skorupski è davvero un campione. È il veterano che le ha viste tutte, e che nelle ultime due stagioni ha contribuito eccome a portare i Rossoblù in alto. Proprio per questo motivo quell’inizio di stagione è stato un colpo duro per tutti, oltre che per lui: era difficile indicarlo come capro espiatorio, con riluttanza anche quando ahi lui gli errori sono stati decisivi.

Ma la risposta non ha tardato ad arrivare. Perché chi ha ancora qualcosa da dare, proprio come lui, non poteva prendere una direzione diversa. Il cambio in panchina ha aiutato anche lui, probabilmente a livello mentale più che tecnico. Anche quando gli è stato preferito Pessina: l’abbraccio con Palladino a Lecce lo dimostra. Ed è un attimo arrivare a questa settimana, tra San Siro e il Dall’Ara, per assistere alla sua rivincita contro il tempo: il popolo Rossoblù non potrebbe essere più contento per lui.

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