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Bologna nel 2026: Lucusì o Lucuno?

Il rinnovo di Lucumì fa storcere il naso a qualcuno mentre altri lo attendono con impazienza: una scelta che può determinare il futuro

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Jhon Lucumì (© Bologna FC 1909)
Jhon Lucumì (© Bologna FC 1909)

Sarebbe difficile, e anche ingiusto, riavvolgere il nastro e sentenziare superficialmente se valga la pena trattenere John Lucumì o lasciarlo andare. Un difensore imprescindibile per il Bologna e uno dei migliori dell’intero campionato. Non solo per le doti e i pregi con cui il colombiano delizia gli spettatori ma anche per l’interpretazione del ruolo. La telenovela legata ad un suo possibile addio tiene banco dalla scorsa estate, quando il Sunderland, club storico neopromosso in Premier League, fece la corte al Bologna ma soprattutto al colombiano, promettendogli un contratto tre volte superiore rispetto a quello attualmente percepito.

Gli ultimi aggiornamenti su Lucumì

Lo stato maggiore rossoblù si è mosso sulla difensiva. Le proposte di rinnovo contrattuale al calciatore sono state importanti ma non è dato sapere se abbiano promosso tentennamenti o ripensamenti. Lucumì, dal canto suo, è rimasto professionale, giocando ad alto livello in questi primi quattro mesi stagionali, nonostante i noti fastidi muscolari. Il punto non è cercare una giustificazione alla possibile partenza del difensore ma fare di tutto per non privarsene. Il Bologna, grazie ai suoi dirigenti, al presidente Saputo, è rimasto competitivo in queste ultime due stagioni, nonostante le cessioni di veri e propri pezzi da novanta: Zirkzee, Calafiori, Ndoye, Beukema. Calciatori importanti, alcuni importantissimi, eppure il Bologna rimane altrettanto forte. Il segreto è la conoscenza ed il talento innato di Sartori, è la programmazione meticolosa dell’intera società, è il lavoro quotidiano di mister Italiano e del suo staff a Casteldebole. Però…

Jhon Lucumi, ecco le sue parole dopo Bologna-Napoli

Jhon Lucumi, (© Bologna FC 1909)

Il punto di domanda

Bisogna iniziare a scrutare al di là dell’orizzonte. Seppur i risultati e l’ambiente rossoblù siano delle cartoline da inviare ai quattro angoli del globo per la serenità e la bellezza passionale dei momenti, non ci si deve adagiare su di un passato recente e bellissimo. Il sospetto è che tirare la corda in determinate situazioni possa ingarbugliare il futuro sportivo: cedi Lucumì oggi, non sai chi arriverà domani, spiegato banalmente. E nonostante non manchino gli esempi virtuosi, come già scritto sopra, e gli affari vincenti, avere il miglior dirigente sportivo italiano in circolazione non è sinonimo di granitica garanzia quando sono altre logiche a prevalere. Per una questione di credibilità il Bologna in questo momento storico avrebbe l’opportunità di alzare il tiro: tenere i giocatori più decisivi e rappresentativi, puntellando la rosa lì dove servirebbe. Chiaramente con questi parametri aumenterebbe l’esborso economico ma la competitività rimarrebbe invariata e correresti meno rischi tecnico-tattici.

La scelta non è solo su Lucumì: il ragionamento e le sue logiche partono da più lontano e arrivano là dove le decisioni si depositano. Solo il tempo ed il campo risponderanno ai quesiti. Può il Bologna continuare ad agire come ha fatto fino ad oggi e continuare a vincere?

 

 

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