Bologna FC
Bologna, nessuna sanzione dalla Uefa: multate Juventus e Fiorentina
Il Bologna evita lo spauracchio del fair play finanziario: nessuna multa per il club rossoblù, a differenza delle altre due italiane
Nella giornata di ieri sono arrivate le sanzioni dell’Uefa nei confronti delle squadre che hanno sforato le regole del FPF (Fair Play Finanziario). Il Bologna, da cui sempre filtrava ottimismo per la vicenda, ne è uscito indenne. L’oculatezza dello stato maggiore felsineo unito ai risultati sportivi hanno portato guadagni che hanno ‘oscurato’ l’aumento del costo rosa. Già, perché secondo la Uefa, il rapporto tra costo della rosa e quello dei ricavi non deve superare il 70 per cento. Ed il club rossoblù, nella stagione appena conclusa, aveva aumentato il monte ingaggi con gli arrivi di Bernardeschi, Immobile e Rowe.
Bologna: il comunicato dell’Uefa
«Anche Bologna e Napoli hanno riportato costi di rosa superiori al 70 per cento. Tuttavia la loro deviazione è stata completamente mitigata dal surplus di guadagni calcistici registrato negli ultimi esercizi finanziari terminati nel 2025 e 2026, come da fattore previsto dai regolamenti». Questo il comunicato proveniente da Nyon.
Non è andata altrettanto bene a Fiorentina e Juventus. Il club gigliato dovrà pagare una multa di 6 milioni di euro, così come il club di Torino. La Juventus che pagherà lo stesso importo della Fiorentina, entrerà in regime di Settlement Agreement per i prossimi tre anni assieme al Newcastle, con un accordo di transazione delle multe, rispettivamente, da 20 e 10 milioni di euro con condizionale (per i bianconeri di 14 milioni).
Lo stesso importo delle italiane è stato comminato a Strasburgo, Aston Villa e Fenerbahçe. Verseranno nelle casse dell’Uefa tre milioni di euro Chelsea e Newcastle, 2.5 milioni il Nottingham Forest, 500.000 mila euro Aek Atene e Nizza. Come riporta Marcello Giordano nell’edizione odierna de il Resto del Carlino il Bologna predica calma per la stagione che verrà: bisognerà fare attenzione nella gestione dei costi per la stagione senza coppe europee. Abbassare, quindi, i costi per non precludersi in futuro una partecipazione alle coppe europee conquistata sul campo.
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