Bologna FC
Bologna, parla Colomba: «Chiarezza e unità d’intenti per ripartire»
Franco Colomba invoca trasparenza immediata per blindare il progetto: «Solo con una reale comunione d’intenti si può ripartire ed evitare di disperdere quanto costruito».
Quale futuro attende il Bologna? Per rispondere, il Resto del Carlino ha interpellato Franco Colomba, osservatore critico e memoria storica del mondo rossoblù.
L’ex tecnico suggerisce di ripartire dalle basi: una “comunità d’intenti” immediata per assicurare la continuità del progetto tecnico. Senza giri di parole, Colomba indica nella trasparenza e nella forza della proprietà Saputo gli unici ingredienti per evitare che il vento si porti via quanto costruito finora.
Avanti con Italiano?
«Avanti con Italiano? L’importante è che lui e il club si confrontino subito, che ci sia chiarezza reciproca e che si trovi una reale comunità di intenti. Se ci sono queste basi si può ripartire da lui con un nuovo progetto».
Perché questo finale di stagione così triste?
«Perché purtroppo è la regola quando incontri squadre che sono ancora in corsa per i loro obiettivi e tu un obiettivo vero non ce l’hai. E perché la stagione è stata lunga, impegnativa, piena di ostacoli: qualcuno lo hai saltato, qualcun altro no. E perché per essere al top in una competizione hai dovuto sottrarre energie a un’altra: non poteva esserci continuità di rendimento».
Nel futuro del Bologna c’è ancora Italiano?
«La prima regola è la chiarezza reciproca: mettersi subito attorno a un tavolo col club e dirsi le cose in faccia: che cosa si vuole fare, quali sono i programmi. Ci sono decisioni che vanno prese d’istinto, senza pensarci troppo: penso al patto d’onore che venticinque anni fa firmammo per riportare in A la Reggina a poche ore da una retrocessione dolorosissima…».
L’obbiettivo è riportare il Bologna in Europa?
«Dopo due stagioni in cui hai giocato le coppe è normale che i tifosi ci abbiano fatto la bocca. Io penso che un club come il Bologna debba sempre avere la volontà di stare lassù: che poi sia la cerchia delle prime cinque o delle prime otto non lo so, ma di restare a certi livelli lo chiede la piazza».
Saputo?
«Saputo è una certezza. Ha ridato lustro a un club che quando lo ha preso era sull’orlo del baratro. Di uno come lui bisogna fidarsi».
Italiano si fida?
«Questo è un club che col suo progetto ha riportato il Bologna a giocare in Champions League e Europa League e a vincere una Coppa Italia: non vedo perché adesso non possa partire un nuovo progetto».
Verso Napoli
«Il Napoli è superiore per qualità e un obiettivo ce l’ha: la difesa del terzo posto. Il Bologna però le motivazioni in queste tre partite le deve trovare, perché ha un obbligo morale verso i tifosi, verso il club e perfino verso se stesso».
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