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Primavera, 12 gol in cinque partite: fantasia, movimento e un nove atipico

La Primavera rossoblù ha il secondo miglior attacco del campionato: 12 reti nelle prime cinque giornate, un dato che racconta una precisa idea di calcio.

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Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
Primavera Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)

Costruire giocatori pronti ad affrontare il calcio dei grandi. È questo, in fondo, il compito principale di un settore giovanile, dove il risultato più importante non si misura soltanto attraverso una classifica. Il percorso deve permettere ai ragazzi di acquisire consapevolezza, basi tecniche e caratteristiche caratteriali utili per compiere il passo successivo. Che sia attraverso un’esperienza in prestito nelle categorie inferiori o con l’ingresso diretto in prima squadra, l’obiettivo rimane quello di accompagnare ogni giocatore nella propria crescita. E il Bologna, negli ultimi anni, ha mostrato di voler dare sempre maggiore centralità al proprio vivaio.

Primavera, crescere attraverso il gioco

La crescita di un giovane passa da diversi protagonisti: il calciatore stesso, naturalmente, ma anche il club, la famiglia e i procuratori. Quando tutte queste componenti riescono a muoversi nella stessa direzione, il percorso può diventare virtuoso e produrre benefici non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche economico.

La linea scelta dal Bologna sembra essere ormai ben definita: il settore giovanile non può rappresentare un elemento marginale del progetto. Negli ultimi anni sono arrivati diversi esempi di ragazzi capaci di affacciarsi al calcio professionistico, tra Serie B e massima serie, sia passando attraverso il prestito sia rimanendo legati al mondo rossoblù, come Pessina e Libra.

E in questo percorso la Primavera rappresenta inevitabilmente un passaggio centrale. La squadra allenata da Morrone sta mostrando una propria identità, costruita attraverso concetti chiari ma senza togliere spazio all’iniziativa dei singoli. Proprio questa combinazione permette ai ragazzi di esprimere tecnica e creatività, sviluppando allo stesso tempo le proprie capacità tattiche individuali.

Dodici reti per raccontare una Primavera offensiva

Poi ci sono i numeri. Non possono spiegare da soli tutto quello che accade sul campo, ma possono comunque offrire una fotografia abbastanza precisa di una determinata tendenza. Dopo cinque giornate di campionato, il Bologna Primavera ha realizzato 12 gol ed è il secondo miglior attacco della competizione.

Come riportato da “Più Stadio” nell’articolo di Davide Centonze, davanti ai rossoblù c’è soltanto l’Inter, capolista anche per quanto riguarda le reti segnate, con tre gol in più. Lo stesso bottino del Bologna appartiene al Torino, mentre subito dietro si trova il Parma, a quota 11.

Cosa raccontano, allora, queste dodici reti? Sicuramente non l’intero percorso della squadra, ma contribuiscono a delineare una formazione che sembra voler costruire il proprio calcio attraverso l’attacco, la ricerca del gioco e la possibilità lasciata ai giocatori di incidere.

Non si tratta semplicemente di segnare tanto. L’idea è quella di avere un sistema riconoscibile, nel quale i movimenti, gli scambi di posizione e la libertà di scelta possano convivere. Il Bologna non sembra quindi affidarsi a un calcio costruito esclusivamente intorno alla presenza di un riferimento offensivo fisso.

Lo Monaco, un dieci con movimenti da centravanti

Il reparto offensivo rossoblù, infatti, non presenta un giocatore con le caratteristiche del classico numero nove. Eppure la squadra è riuscita a trovare in Lo Monaco un punto di riferimento particolare.

Il numero 10 si muove su tutto il fronte d’attacco, mettendo la propria fantasia al servizio della manovra, ma nelle ultime uscite ha iniziato ad aggiungere anche movimenti più vicini a quelli di un centravanti. Un’evoluzione che si è vista, in particolare, nella partita contro il Sassuolo.

È proprio questo uno degli aspetti interessanti della proposta di Morrone: non chiedere necessariamente ai ragazzi di rimanere dentro un ruolo rigido, ma permettere loro di sfruttare le proprie caratteristiche all’interno di un’organizzazione precisa.

Il 3-5-2 come punto di riferimento

Fin dalla prima giornata Morrone ha scelto il 3-5-2 come sistema di riferimento. Una soluzione che potrebbe trovare un elemento di continuità anche osservando la prima squadra, visto che anche Palladino sta utilizzando una difesa a tre.

Naturalmente non si tratta dello stesso tipo di interpretazione. Il Bologna Primavera costruisce il proprio centrocampo con cinque giocatori, mentre Palladino può contare sulla presenza di diversi esterni offensivi. I principi, però, presentano alcuni punti di contatto: aggressività quando la palla è degli avversari e grande mobilità quando invece bisogna costruire l’azione.

Una strada ancora da percorrere

È ancora presto per sapere quanti dei giocatori di questa Primavera riusciranno effettivamente ad arrivare al calcio dei grandi. La crescita di un giovane non segue mai un percorso identico per tutti e sono diversi gli elementi che possono incidere sul risultato finale.

Intanto, però, il Bologna ha intrapreso una direzione precisa. Dodici gol in cinque partite, quasi tre reti a gara, sono un dato che accompagna un gruppo nel quale il talento non sembra mancare. Sarà il tempo a dire fin dove potranno arrivare questi ragazzi, ma il modo in cui stanno crescendo racconta già molto del lavoro che si sta facendo.

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