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Bologna FC

Bologna – Le risposte alla piazza

Ciò che è andato in scena ieri mattina in casa Bologna ha generato mugugni e malumori che serpeggiano dall’inizio del calciomercato sul club di Saputo. Ai legittimi dubbi dei tifosi è arrivata la risposta della società

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Claudio Fenucci (© Damiano Fiorentini)
Claudio Fenucci (© Damiano Fiorentini)

Sembra passato poco tempo dalle scorribande di una città intera in visibilio. I tifosi affollavano le vie, si stringevano sotto i portici, acclamavano il Bologna, assiepavano il Dall’Ara – ad onor del vero, lo stadio rimane centrale nella partecipazione – . ‘Si muove la città’, licenza poetica ereditata dagli abitanti di Bologna, pur sempre equilibrati e posati, vividi d’amore per la squadra. Ebbene sembra, perché in realtà, cronologicamente quegli anni lì sono dietro l’angolo. Dietro per l’appunto. E se ci si girasse a guardarli si potrebbero toccare con mano, ammirarli, distanti come non lo sono mai stati.

Bologna, le parole di Fenucci sono saette

Hanno centrato il segno le parole nella conferenza stampa di ieri. Ed è intervenuto anche Gianmarco Marchini a far chiarezza con un editoriale nell’edizione odierna del Resto del Carlino. «Essere o non essere da Europa? Non è proprio più un dilemma. Sono altre le priorità a Casteldebole: un club sostenibile, che risistemi la stanza dopo le feste», scrive il giornalista. Fenucci in un fiume di parole ha condensato la situazione in casa rossoblù. Concretamente redigendo il bollettino delle situazioni: trasversale e tagliente ha risposto alle domande legittime e ai dubbi, logicamente legittimi.

Una conferenza stampa indetta per spiegare all’anima e al fulcro dei cuori rossoblù come stanno davvero le cose. Sta al pubblico dire se essa abbia tranquillizzato o meno le pretese. Sicuramente ha ridimensionato il Bologna: Fenucci ha ribadito di non voler sentire la parola ‘transizione’, eppure le sue parole la reclamano a gran voce senza nominarla. Ancora Gianmarco Marchini scolpisce tramite l’editoriale il prossimo universo rossoblù: «il Bologna – col merito di tutti – ha volato più alto di quanto poteva e voleva: ma si trova a suo agio quaggiù, nella terra di mezzo».

La cosa fondamentale sarebbe non perdersi in questo calderone di idee, parole e chiarimenti sacrosanti. Il Bologna non vuole cadere nell’anonimato, ma difficilmente potrà centrare una qualificazione alle prossime coppe europee. Non è importante quanti soldi siano stati spesi, ciò che non può mai esser declinata è la direzione e la struttura del percorso. E qualcosa (o più di qualcosa) si è trasformato: le linee guida sono palesemente altre. In questa diversità si può ritrovare la strada maestra, affluente di un’altra sponda. A patto che le scelte siano il frutto di una strategia d’insieme. Le considerazioni finali se le porta via il tempo, quello che sembra lì a un passo, ma seppur magnifico, alle spalle e distante.

 

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