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Bologna–Roma, quando il calcio unisce: la storia di Andrea e Alessandro

Dall’incontro tra due famiglie nasce un’amicizia speciale: Andrea e Alessandro, uniti da una rara malattia, vivono Bologna-Roma insieme nel segno del rispetto e della passione.

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La storia di Andrea e Alessandro, Roma-Bologna
La storia di Andrea e Alessandro, Roma-Bologna (© Bologna FC 1909)

C’è un filo sottile ma fortissimo che in questi giorni lega Bologna a Roma. Non passa solo dal campo e dagli ottavi di finale tra Bologna e Roma, ma attraversa le vite di due ragazzi e delle loro famiglie, raccontando il lato più autentico e umano dello sport.

Andrea, 17 anni, bolognese e tifoso rossoblù, e Alessandro, 15, romano e romanista, si sono incontrati grazie a una realtà che riunisce le famiglie di ragazzi affetti da una rarissima mutazione genetica, quella del GNAO1. Una condizione che in Italia riguarda pochissimi casi, ma che ha creato tra loro un legame speciale, fatto di comprensione, sostegno e condivisione.

Un incontro speciale

A rendere possibile questo incontro sono stati i papà, Gianluca Dall’Osso e Paolo Roncaglia, che hanno trasformato una conoscenza nata quasi per caso in qualcosa di concreto. Il calcio, come spesso accade, ha fatto il resto.

Tutto parte dal sorteggio europeo che mette di fronte Bologna e Roma. Da lì nasce l’idea: vivere insieme la partita. Prima tappa allo stadio Renato Dall’Ara, dove il Bologna accoglie i ragazzi e le loro famiglie dopo che la loro storia finisce sui giornali. Un pomeriggio speciale, con Alessandro, con la sciarpa giallorossa al collo, seduto tra i tifosi rossoblù. «Era circondato da bolognesi, e sono stati tutti molto carini», racconta Gianluca. «Un momento di grande rispetto».

Appuntamento per Roma-Bologna

Oggi, invece, il viaggio si sposta nella Capitale. Andrea e suo papà partiranno da Bologna a bordo di un treno Trenitalia, destinazione Roma. Ad attenderli alla stazione Termini ci saranno Alessandro e Paolo. Insieme raggiungeranno lo Stadio Olimpico, pronti a vivere un’altra giornata fianco a fianco, questa volta con i ruoli invertiti: saranno Andrea e Gianluca a portare i colori rossoblù in casa romanista.

«Probabilmente saremo in minoranza – sorride Gianluca – ma sarà comunque un bel momento di condivisione e sport». Perché, in fondo, il risultato passa in secondo piano.

La trasferta romana sarà anche un’occasione per rafforzare un’amicizia che va oltre i novanta minuti. Dopo l’ospitalità bolognese – con una cena tipica a base di tagliatelle al ragù – questa volta saranno Andrea e suo papà a essere ospiti a casa di Alessandro, dove li attende una serata dai sapori orientali preparata dalla mamma, di origine coreana.

Lo stadio, il Bologna e un’esperienza inedita

Per Andrea, tutto questo ha un valore ancora più grande. Fino a poco tempo fa lo stadio era un mondo sconosciuto. Poi, passo dopo passo, tra il viaggio in navetta con i volontari del progetto “BFC for Community” e le risate condivise, è arrivata la scoperta di un’esperienza nuova, capace di regalare emozioni anche senza bisogno di parole. «Sono ragazzi che fanno fatica a esprimersi – racconta il papà – ma riescono comunque a trasmettere gioia ed entusiasmo, a modo loro».

E allora sì, per una volta il risultato non conta davvero. «Da tifoso, quando il Bologna non vince, di solito ci resto male. Ma questa volta no: è già una festa così», confessa Gianluca.

Dentro il sorriso di Andrea, tornato proprio in tempo dopo qualche giorno di influenza, c’è tutta l’attesa per una giornata che promette di essere speciale. Una giornata che racconta il calcio più bello: quello che unisce, accoglie e fa sentire tutti parte della stessa squadra.

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