Seguici su

Bologna FC

Cambaghi, da jolly dalla panchina a eroe: ora manca solo il gol

Il numero 28 si sta trascinando con vigore l’attacco sulle spalle: ora manca solo il gol per attirare l’attenzione del grande pubblico internazionale.

Pubblicato

il

Nicolò Cambiaghi in azione in Bologna-Juventus (©Damiano Fiorentini)
Nicolò Cambiaghi in azione in Bologna-Juventus (©Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Le magliette che i bambini sognano hanno un nome preciso. A Bologna, ad esempio, ci sono gli Orsolini e i Bernardeschi. Eppure non bisogna dimenticare l’apporto di alcuni elementi, forse meno mainstream ma di grandissima qualità, che rendono i rossoblu una squadra competitiva.

Infatti, dal mancino affilato di Miranda al roccioso Ferguson, possono essere molti i giocatori capaci di dare una scintilla. Nessuno, però, lo sa fare come Cambiaghi, un talento ancora sottovalutato nei salotti del grande calcio ma che quest’anno sta dimostrando di essere un eccelso protagonista, dopo diverse stagioni da candidato agli Oscar come comprimario.

Assoluto protagonista

Ndoye prima, Rowe poi. In un Bologna che negli ultimi anni ha dovuto cedere pezzi importanti della scacchiera, uno dei reparti più colpiti è stato proprio l’out di sinistra. Ruolo in cui Cambiaghi c’è sempre stato, prima come jolly a gara in corso e poi come riserva di lusso, ma, nonostante tutto, ha sempre sentito una concorrenza fortissima. Ergo, titolarità ridotta.

Dan Ndoye (© Damiano Fiorentini)

Dan Ndoye (© Damiano Fiorentini x 1000cuori rossoblu)

Gli investimenti in quella posizione, d’altronde, non sono stati pochi. E anche quest’anno, a dire il vero, le cose non sono andate diversamente. Soltanto che il gioiello Mbangula deve ancora iniziare a brillare e, tanto per cambiare, Nicolò si è fatto trovare pronto. Da subito, senza eccezioni. Il risultato è un rovesciamento del destino. Oggi quello insostituibile è proprio lui e, forse, per sentirne parlare di più manca solo il gol.

Il cambio tattico

Passando da esterno alto a seconda punta nel 3-4-2-1, Cambiaghi ha guadagnato una posizione più centrale. La conseguenza è chiara: i compagni lo trovano meglio e lo innescano di più, mentre la fascia è competenza dei cross di Miranda. Anche nei numeri dello spagnolo questa lettura risulta evidente, eppure le statistiche effettive dell’azzurro non stanno avendo grossi benefici. Quelle personali, intendiamoci, perché ad oggi è lui il faro dell’attacco. In parole povere, manca solo il gol.

Questa descrizione rende l’ex Empoli molto simile al primo Ndoye, giocatore definito da tutti come devastante ma che sotto porta non trovava soluzioni efficaci. Con una sola differenza, però, che riguarda il volume di conclusioni, con lo svizzero che a fine stagione 2023/24 aveva mancato ben sette grandi occasioni in campionato.

Allora, però, c’era Zirkzee. Oggi, a maggior ragione con Piccoli ai box, serve la scintilla, la concretezza “alla Bernardeschi”. Se Cambiaghi saprà fare questo step, allora Bologna avrà tra le mani un altro esterno di calibro internazionale. E noi non potremmo che essere felici.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *