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La crescita di Vitik: non è solo fortuna

La coppia Lucumí‑Vitik cambia il volto dei rossoblù: solidità, continuità e tre clean‑sheet che rilanciano la squadra di Italiano

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Infortuni Bologna: Martin Vitik (©Damiano Fiorentini)
Martin Vitik (© Damiano Fiorentini)

Bologna-Parma è stata la partita della svolta per Italiano. Dall’affaticamento muscolare subito da Heggem contro Pellegrino e compagni, l’allenatore di Karlsruhe ha affidato la difesa alla coppia Lucumí-Vitik. Nonostante l’uscita – ai rigori – con la Lazio, il serbo ha dimostrato più sicurezza e personalità nel difendere la porta di Skorupski. Tant’é che Italiano non ha più rimescolato le carte in difesa, neanche nel doppio – e decisivo – incontro con il Brann.

3 clean-sheet consecutivi firmati Lucumí-Vitik

Prima con il Torino e poi con i norvegesi, il Bologna ha cambiato marcia. Spiccano le quattro vittore consecutive, ma soprattutto i tre clean-sheet realizzati dopo la sfida contro i granata. E pensare che la squadra di Italiano non riusciva a mantenere la porta inviolata per tre partite di fila dal 22 novembre scorso: Brann, Napoli e Udinese. In queste gare, il punto fermo della difesa era Heggem, affiancato dal colombiano contro le prime due e da Casale contro i bianconeri.

Un’evoluzione inattesa, almeno dalla tifoseria, che si aspettava – considerando costo e valore del giocatore – di vedere Vitik al fianco di Lucumí. E, invece, si sono ritrovati prima Lucumí-Casale, poi Heggem-Vitik, seguite, infine, da Lucumí-Heggem. Tante sperimentazioni, come prevedibile quando si cambia la fisionomia di metà reparto. Il Vitik, di oggi, però, è solo un lontano parente del sé di inizio stagione. E le prestazioni recenti lo dimostrano.

Una coppia “inaspettata”

Se qualcuno pensasse che la titolarità di Vitik sia frutto della fortuna si sbaglierebbe fortemente. L’ex Sparta Praga ha saputo attendere il suo momento, osservando dalla panchina chi, la maglia del Bologna, la indossa da anni. Proprio come Jhon Lucumí, dato per partente verso il Sunderland lo scorso agosto e poi rimasto sotto le Due Torri per diventare la colonna della nuova difesa di Italiano.

Con Heggem l’intesa è stata raggiunta in tempo record, mentre con Vitik ci è voluto qualche mese in più. Italiano, però, non l’ha mai dimenticato. E nel momento del bisogno, Vitik ha risposto presente. Con la naturalezza di chi il posto se l’è guadagnato, non trovato.

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