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Bologna, c’è voglia d’Europa: le conferme arrivano da Valles

Dalle dichiarazioni rilasciate durante il ritiro di Valles trapela una linea comune: lottare per tornare a giocare in una competizione europe

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Lorenzo De Silvestri, Bologna
Lorenzo De Silvestri (© Damiano Fiorentini)

A Valles, nell’ultima settimana, non si è parlato d’altro. Ai bar, durante le passeggiate in montagna, sulle panchine durante gli allenamenti: la voglia d’Europa si è fatta sempre più evidente. Un flusso che ha contagiato anche i giocatori, che davanti ai giornalisti si sono lasciati trasportare. Lo stesso allenatore, Tedesco, che dovrebbe mantenere tutti con i piedi per terra, ha teso la mano verso il popolo rossoblù. Un segnale chiaro: quanto successo da agosto 2025 a giugno 2026 non deve ripetersi.

Bologna chiama l’Europa

Un segreto di Pulcinella che da settimane aleggia attorno alla squadra. E a confermarlo sono stati gli stessi giocatori. Già dalle parole di Tedesco si intuiva l’ambizione: «Vogliamo vincerle tutte». La competizione è serrata, ma dopo l’ultima stagione è doveroso da parte dei rossoblù regalare l’Europa a una tifoseria che non ha mai smesso di seguire la squadra: da Anfield di Liverpool al José Alvalade di Lisbona, fino al Villa Park di Birmigham.

Liverpool e Bologna in campo ad inizio partita

Liverpool e Bologna in campo ad Anfield

Se l’allenatore rossoblù non vuole ancora esporsi totalmente («La Serie A è molto competitiva, è una dei top cinque campionati al mondo e sicuramente nessuna gara sarà facile»), dall’altra parte ci sono dei giocatori vogliosi di tornare sui principali palcoscenici europei. Bernardeschi e Miranda parlano all’unisono: «Obiettivo? Tornare subito in Europa». De Silvestri, al suo settimo anno a Bologna, non vuole deludere i tifosi: «C’è una concorrenza altissima. Io sono positivo per natura e cerco di vedere le cose in maniera equilibrata».

Tanto lavoro da fare

A Valles il Bologna ha disputato anche la prima amichevole contro l’Arminia Bielefeld, club della seconda serie tedesca. Lo 0-4 finale, più espulsione di Rowe, non è stato sicuramente l’esito sperato da Tedesco, ma gli avversari erano più avanti dei rossoblù nella preparazione (l’8 agosto inizieranno il campionato).

«Il risultato lascia il tempo che trova, conta mettere minuti nelle gambe e abituarsi». Cambiaghi ha fotografato al meglio la situazione. Il calcio di luglio non è minimamente paragonabile a quello di settembre. Soprattutto dopo un cambio in panchina. Il livello delle amichevoli è più alto di quelle della scorsa stagione (Gitschberg Jochtal e Virtus Verona), scelta precisa del nuovo allenatore. I tifosi lo seguono. Sanno che c’è tanto lavoro da fare ancora. E non vedono l’ora di scoprire dove porterà.

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