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Caos AIA, Gravina pronto a una riforma “inglese” per gli arbitri di Serie A

I direttori di gara del massimo campionato verso una rivoluzione arbitrale: il presidente federale propone un modello in stile inglese, indipendente dalla federazione, escludendo l’AIA

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Gabriele Gravina, presidente FIGC, pensa a una riforma degli arbitri
Gabriele Gravina, presidente FIGC, pensa a una riforma degli arbitri (Fonte immagine canale YouTube FIGC)

La situazione degli arbitri e dell’AIA in questa stagione è degenerata in maniera quasi irreversibile, soprattutto in Serie A. Errori a palate, un designatore inerme di fronte alle richieste di chiarimento delle società e soprattutto un’Associazione oramai in crisi, travolta dagli scandali.

Non ultima l’inibizione a 13 mesi e la conseguenza decadenza del presidente eletto nel 2024, Antonio Zappi, reo di aver influenzato le elezioni e alcune nomine. Uno scandalo che aveva fatto seguito a quello del procuratore dell’AIA D’Onofrio, condannato per traffico internazionale di droga. Insomma, un quadretto ben poco edificante a cui, con colpevole ritardo, Gabriele Gravina vuole porre rimedio fin dalla prossima stagione.

La riforma all’inglese degli arbitri di Serie A e B

L’idea di Gravina si baserebbe sulla struttura inglese del PGMOL (Professional Game Match Officials Limited). Una vera è propria associazione di direttori di gara professionisti completamente indipendente dalla Lega e dalla Federazione.

A quel punto gli arbitri dei campionati professionistici, Serie A e B, ovvero quelli del CAN, diventerebbero professionisti e sotto il controllo di questa nuova entità, facendo della loro attività sul campo il loro lavoro. E, soprattutto, avranno un trattamento economico e retributivo adeguato.

La nuova struttura nell’idea di riforma di Gravina

Questa nuova entità, che nell’idea di Gravina entrerà in funzione già a partire dalla prossima stagione e sarà completamente indipendente, pur essendo partecipata al 100% dalla Federazione e verrà compensata dalle Leghe di A e B per il lavoro svolto sul campo.

La società avrà un Consiglio d’Amministrazione con tre consiglieri nominati dal Consiglio Federale, esterni al calcio e indipendenti dalla FIGC. A loro sarà poi dato il compito di assumere e nominare il nuovo designatore arbitrale.

AIA commissariata ed esclusa?

Nel frattempo, l’Associazione Italiana Arbitri verrà esclusa dalla gestione degli arbitri di Serie A e Serie B. A quel punto, l’AIA avrà sotto la sua egida tutte le categoria a partire dalla Serie C in giù. 
In questi mesi, comunque, l’AIA dovrebbe essere commissariata per permetterle di “riordinarsi” e arrivare, più avanti, a nuove elezioni del suo presidente.

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