Bologna FC
Fair Play Finanziario UEFA: perché la Roma rischia le sanzioni e il Bologna no
Spendi quanto incassi: il rigido protocollo del Fair Play Finanziario premia il Bologna e minaccia il futuro europeo della Roma
Tutti conosciamo il concetto di fair play in campo, ma non molti sanno che ne esiste una variante ben più temuta dai club europei: il Fai Play Finanziario. Introdotto dalla UEFA, è un insieme di norme che impone ai club di spendere in base ai propri ricavi, vietando così perdite eccessive. Ignorare le regole può costare caro, fino alla dolorosa esclusione dalle coppe europee.
Proprio mentre Bologna e Roma si preparano per il derby italiano di Europa League, lo spettro dei conti torna a preoccupare, soprattutto in casa giallorossa.
Fair Play Finanziario: cos’è e cosa prevede
In cosa consiste il Fai Play Finanziario nella pratica? L’idea nasce dal fatto che le disparità tra le società sono sempre più spesso dovute ad un fattore economico, ma non solo. I dirigenti UEFA si sono resi conto che spesso i club si trovano costretti a fronteggiare importanti debiti a causa di enormi spese sostenute per rafforzare la rosa in sede di calciomercato. Così, nasce il Fair Play Finanziario.
Lo slogan della UEFA è “spendi quanto puoi permetterti”. In sintesi, sono quattro i punti in cui si articola:
- La spesa per stipendi, commissioni degli agenti e mercato non deve superare il 70% dei ricavi;
- I debiti devono essere estinti entro 90 giorni, con sanzioni immediate per chi non rispetta le scadenze;
- La somma degli ultimi tre bilanci del singolo club non deve portare ad un deficit superiore ai 60 milioni di euro;
- In caso di violazione delle norme, le multe saranno progressive: dalla riduzione della rosa, al divieto di impiego di nuovi acquisti, fino alla penalizzazione di punti e all’esclusione dalle competizioni.
La situazione di Bologna e Roma: occhio al deficit dei giallorossi
Torniamo quindi alla situazione delle italiane. Il Bologna, così come Atalanta e Fiorentina, è più che virtuoso. Ciò significa che i conti tornano, le spese rientrano nei limiti, le entrate migliorano grazie alle coppe e il deficit riguarda per lo più settori giovanile e femminile, infrastrutture ed impianti e progetti sociali. Anche Milan e Inter rispettano a pieno i parametri, mentre la situazione più complessa è proprio quella della Roma.

Gian Piero Gasperini (© AS Roma)
La somma dei deficit dei soli ultimi due bilanci (il terzo in arrivo a giugno 2026) ammonta a 135 milioni di euro. Se è vero che i paletti stabiliti dalla UEFA si aggirano attorno ai 60 milioni, la Roma dovrebbe essere fuori di circa 75 milioni, ma non è proprio così. Dei 135 milioni, circa 50 sono costi che la UEFA indica come virtuosi (settori giovanile e femminile, infrastrutture ed impianti e progetti sociali), pertanto non vengono considerati. Ergo, la Roma attualmente sfora di circa 25 milioni il deficit stabilito, ma all’appello manca ancora l’ultimo bilancio: se ai controlli del 2026 sarà superiore a 40 milioni, l’esclusione dei giallorossi dalle coppe 2026/27 sarà automatica.
(Fonti: calcioefinanza.it, corriere.it, romanisti senza radio)
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
