Bologna FC
Giuste le critiche alla società, ma dobbiamo tifare Bologna e sostenere i ragazzi
“Sotto la pioggia e sotto il sole”, il punto di Luca Ferri, dopo Napoli-Bologna resta critico verso la società ma spinge a tifare per la squadra. Pronti a cantare in Bologna-Torino? Perchè chi scende in campo ha bisogno del nostro tifo, non delle nostre critiche.
Non avrei mai pensato che l’inizio di “Sotto la pioggia e sotto il sole” sarebbe stato così difficile, ma tifare Bologna è mai stato facile?
“Quattro partite e tre sconfitta, non partivamo così male dall’anno di Inzaghi“. “Un punto, piena zona retrocessione, il decimo posto di Fenucci era una ventata di ottimismo“. “Siamo veramente tristi e senza idee, ce la possiamo scordare per sempre l’Europa“. “Sai quanto passerà prima di rivincere la Coppa Italia? Altri 50 anni, come minimo“. “Se dovevamo avere un Presidente miliardario per vendere tutti i giocatori potevamo tenere anche Guaraldi“. “Chiedimi se il prossimo anno rifaccio l’abbonamento. Mai più. E’ l’ultima volta che mi prendono in giro“.
Benvenuti al Bar Sport. Questo è solo un piccolo assaggio dei discorsi post Napoli Bologna fra i tifosi. Poi ci sono gli ottimisti a prescindere e quelli preoccupati di offendere Saputo per paura che si stanchi, ma dell’argomento ho già parlato un paio di settimane fa.
Cosa penso dopo Napoli-Bologna?
E allora, a questo punto, vorrete sapere cosa penso dopo l’ennesima prestazione incolore. Penso che il Bologna abbia giocato sicuramente una partita anonima, dopo l’illusione iniziale di quel bellissimo gol annullato per un millimetro. Penso che la squadra non abbia personalità e manchi di leader e trascinatori. E penso, come già detto martedì scorso, che privarsi, in una sola estate, di quattro titolari che facevano reparto e davano sicurezza ai compagni sia stata una follia che neanche un genio del mercato come Sartori poteva risolvere.
Forse Saputo e Fenucci hanno creduto che il miracolo di acquistare per pochi milioni giocatori come Zirkzee, Beukema, Calafiori, Ndoje e Lucumi, tanto per non fare nomi, fosse ripetibile a oltranza, ma queste combinazioni magiche non sono una regola e il rischio è invece quello di rompere irimediabilmente un giocattolino perfetto, quale era il Bologna del secondo anno di Motta e dell’anno di Italiano che ha portato al trionfo di Roma.
E allora bacchettiamo, metaforicamente, gli artefici di questo crollo di valore della squadra, ma non dimentichiamoci che quelli che scendono in campo la domenica non sono i dirigenti, ma un gruppo di giocatori, senza alcuna colpa, che indossano la nostra maglia, guidati da un allenatore che può essere rimproverato solo per aver creduto forse troppo in un progetto rischioso: depauperare la rosa, sperando, come si dice a Bologna, di pelare qualche matta sul mercato.
Non si può certo pensare che Amondarain, ventunenne di belle speranze, possa già fare il Freuler, o che Theate o uno dei due norvegesi guidino la difesa come Lucumi, o che Mbangula sia al livello di Rowe, o che l’acciaccato Dovbyk e Piccoli abbiano la garra di Castro.
Giuste le critiche alla società, ma la squadra va sostenuta. C’è una sola strada: tifare Bologna
E allora cosa dobbiamo fare? Dobbiamo, abbonati e non, rimandare tutti gli impegni, per essere sabato pomeriggio alle tre sui gradoni del Dall’Ara a tifare per i nostri colori. Ci sarà tempo per distribuire le colpe e per tirare le somme di una stagione che si preannuncia molto complicata, ma adesso non è il momento di far pagare a giocatori che ce la stanno mettendo tutta il peso di un’eredità scomoda. Il solo modo in cui possiamo aiutare la squadra, è quello di tifare per il Bologna.
Probabilmente quel decimo posto tanto sbandierato da Fenucci, che già ci aveva fatto arrabbiare, potrebbe essere, a questo punto, non un obiettivo ma un miraggio, ma ora stringiamoci intorno ai ragazzi e facciamogli capire che ci siamo. Se saremo uniti e tiferemo dal primo all’ultimo minuto, potremo non solo battere il Toro, ma generare in Tedesco e nei giocatori quella fiducia che servirà quanto meno a riemergere da una posizione di classifica imbarazzante.
Quindi dimentichiamo il triste esordio con la Lazio, smettiamo di imprecare per quel gol di Bergamo a tempo scaduto, teniamoci stretto quel punticino raccattato in extremis col Sassuolo e rimuoviamo la scialba prestazione di Napoli. Adesso esiste solo Bologna Torino, perchè è tassativo non arrivare alla pausa con una classifica del genere.
Allora siamo d’accordo, la sola strada è tifare il Bologna. Sotto la pioggia e sotto il sole, fuori la voce e chi non tifa è fiorentino!
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