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Bologna FC

Sotto la pioggia e sotto il sole – La conferenza stampa di Fenucci toglie entusiasmo

Il punto settimanale “Sotto la pioggia e sotto il sole”, anche oggi tocca solo in parte la partita Bologna-Sassuolo 2-2 perchè c’è qualcosa di extra campo da commentare: le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato Claudio Fenucci.

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Claudio Fenucci ha parlato post Fiorentina-Bologna (© Damiano Fiorentini)

Questa volta non avevo dubbi. Oggi sarei partito, dopo due settimane di chiacchiere a ruota libera sul mercato del Bologna e sulle diverse correnti dei tifosi, con l’analisi di un campionato, che, alla terza partita, comincia a entrare nel vivo. Quindi dovrei parlare del primo punto del Bologna, dopo Bologna-Sassuolo 2-2.

Bologna-Sassuolo 2-2, il punto arriva nella gara peggiore

Del fatto che abbiamo pareggiato la partita giocata peggio delle tre. Delle distrazioni difensive, che ci hanno portato a giocare nuovamente con l’handicap una partita in casa, dopo le 9 sconfitte dell’anno scorso. Dei due centravanti sbloccati, che hanno segnato due gol molto importanti per il morale. Di un centrocampo senza personalità, che manca probabilmente di condizione ma che sicuramente soffre l’assenza di un leader.

Della facile considerazione che perdere contemporaneamente il leader difensivo, il perno di centrocampo degli ultimi tre anni, il centravanti che si era sobbarcato tutto il peso dell’attacco dopo la cessione di Joshua e l’uomo che in tantissime partite della scorsa stagione (e cito fra tutte il 4 a 3 di Roma) ci aveva fatto sognare, non è una buona premessa per affrontare un campionato da protagonisti.

Insomma, di questo volevo parlare. Ma non lo farò.

Parlerò invece della conferenza stampa di Claudio Fenucci, perchè questa è la vera notizia della settimana e di questa è giusto discutere. E venendo alle argomentazioni snocciolate in un’ora scarsa dal nostro Amministratore Delegato, metterò nero su bianco alcuni pensieri sparsi.

Le vere notizie arrivano dalla conferenza stampa di Fenucci

La conferenza è partita sulla difensiva e, visto che la miglior difesa è l’attacco, sono stati elencati subito i dati dei 12 anni, perchè in questi casi è sempre meglio ricordare ai tifosi da dove venivano (Serie B, debiti e rosa del valore complessivo di 15 milioni), cosa è stato fatto dal Presidente (mettere 280 milioni dal 2014 ad oggi) e a quali rischi stavamo andando incontro prima di questo mercato al ribasso (ricavi per 85 milioni e costi per 145 milioni).

Ecco, con questi argomenti il tifoso, come nel film “Non ci resta che piangere”, ha già ben presente che “deve morire” e che le velleità e i sogni di grandezza, dopo aver alzato la testa per tre anni, possono esser riposti nel cassetto.

Il passaggio chiave è stato il momento in cui, forse involontariamente, Fenucci ha detto che il campionato record di Motta non era programmato: è stato sostanzialmente un concatenarsi di situazioni favorevoli, a partire dal mercato strepitoso di Sartori, con giocatori pagati poco che si sono rivelati in buona parte dei fenomeni, per finire con un grande allenatore che ha saputo valorizzare al massimo la rosa.

E questo la dice già lunga sulla lungimiranza del progetto.

I mancati introiti delle Coppe, con mercati che non puntavano alle Coppe

Inoltre, se la causa del tanto decantato sbilancio negativo fra costi e ricavi sono i mancati introiti derivanti dalle Coppe Europee, allora mi chiedo per quale motivo i mercati del Bologna, a partire dall’estate 2024, hanno portato a un lento e progressivo abbassamento del valore della squadra, fino alla dichiarazione di Fenucci, condivisa prontamente dall’allenatore Tedesco, di ritenere soddisfacente un decimo posto, che di sicuro non porterebbe in Europa.

Quando tu, Bologna, in tre mercati dopo la qualificazione in Champions, vendi, di una squadra fantastica, Calafiori, Zirkzee, Beukema, Ndoje, Lucumi e Castro, oltre a perdere Freuler, sai già che servirebbe un miracolo per rimanere competitivo ad alti livelli, ma noi l’avremmo anche l’uomo dei miracoli, il re del mercato.

Quello però che non accetto è che le nostre conferenze stampa siano un continuo pianto, nonostante l’evidente depauperamento del valore della nostra rosa, testimoniato dalle graduatorie che mettono il Bologna al primo posto, a partire dal 2024, negli utili da plusvalenze e cessioni e all’ultimo posto nel cambiamento di valore della rosa delle squadre dopo questo mercato, dove il Como primeggia con un aumento di valore di 135 milioni e noi siamo il fanalino di coda con un peggioramento di 44 milioni (fonte Transermarkt).

Si sente parlare solo di sostenibilità, di fair play finanziario, di costi superiori ai ricavi e di cessioni ottime per risanare il bilancio. E non si fa mai, tanto per compensare i famosi 280 milioni spesi, un elenco dei giocatori venduti e di quanto hanno fruttato alle casse del Bologna rispetto al prezzo d’acquisto.

Le giustificazioni per le cessioni e le ambizioni societarie

E poi si pensa puntualmente a giustificare le cessioni, dicendo che Lucumi aveva perso le motivazioni da un anno, che Castro, pur essendo innamorato dei nostri colori, ha subito puntato i piedi appena ha sentito parlare della Roma e che Rowe, che pure aveva accettato per mesi l’anno scorso di fare la riserva di Cambiaghi e non si era mai lamentato, improvvisamente negli ultimi tempi ha pensato di diventare un guasta-spogliatoio.

Non avendo motivo di dubitare delle parole di Fenucci, allora ribaltiamo la questione: per quale motivo, giocatori che stanno bene, che giocano da titolari e che sono adorati dalla piazza, dovrebbero arrivare a impuntarsi per andar via a tutti i costi?

Forse la motivazione potrebbe essere una mancanza di ambizioni della società?

Non lo dico io, lo dice Fenucci, che, dietro alla cartina di tornasole del “giochiamo sempre per vincere tutte le partite” (frase ripetuta almeno dieci volte) , ha ammesso che, due anni dopo la Champions e un anno dopo l’Europa League e la vittoria in Coppa Italia, sarebbe soddisfatto di un decimo posto.

Caro Fenucci, non ce l’ho con te o con Saputo, credimi. Ognuno fa il proprio lavoro e senza dubbio tenta di farlo sempre al meglio.

Sono solo arrabbiato, perchè, dopo un esodo di 35 mila bolognesi a Roma e dopo aver visto trasferte di cinquemila tifosi in Europa per due anni, si dà per scontato che possiamo rimetterci al nostro posto, senza fiatare e pensando solo ad ammortamenti, plusvalenze e cessioni salva-bilanci di tutti i nostri eroi di questo triennio.

Il calcio vive di emozioni prima ancora che di bilanci

Ma il calcio vive di emozioni. Le conferenze stampa come quella di qualche giorno fa spengono la passione ed allontanano lentamente la gente dal nostro Bologna.

Perchè io non arretrerò mai di un centimetro, come ho fatto dal mio primo giorno allo stadio una vita fa, ma ci sono tanti tifosi che non vogliono diventare commercialisti e hanno bisogno, per continuare a crederci e ad abbonarsi, di frasi ad effetto, di un colpo di mercato che faccia sognare e riempia le discussioni da bar, di far capire agli squadroni che, piuttosto che vendere un campione bramato da tutti, siamo pronti a un sacrificio, anche sforando per una volta il famoso tetto degli ingaggi.

Se poi va bene alla proprietà che, fra qualche anno, rimanga lo zoccolo duro dei soliti quindici/sedici mila, niente da dire, io sarò sempre fra quelli. Però, se ci pensate, sarebbe un peccato disperdere in così poco tempo quel senso di appartenenza che ha unito la città in questi anni e che ha riempito le vie di Bologna per festeggiare i pullman scoperti dei giocatori.

Meditate gente, meditate.

E intanto, sotto la pioggia e sotto il sole, sempre forza Bologna, perchè i nostri colori, almeno quelli, non sbiadiscono mai e continuano a sventolare.

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11 Commenti

1 Commento

  1. Achille Sacchi

    8 Settembre 2026 at 15:32

    bravo, bravo, bravo!!!

    • Andrea Catalani

      8 Settembre 2026 at 20:23

      asp..volete lo stadio nuovo,la squadra ogni anno in una coppa…altro?Per l Italia sono a disposizione,per le coppe europee..7 posti,con qualche circostanza poi che fortunata 8..giusto?Allora..Inter sicuro va in una coppa,Juve,Napoli,Milan,Roma..più che probabilmente..giusto?l Atalanta..da quanti anni ,consecutivamente..va in coppa?giusto?quindi,a meno di disastri altrui..rimane un posto in Conference..giusto?il Como non l ho citato…problema di Bologna e’,che di calcio,non ne capite mezza!

      • Simone Zanetti

        10 Settembre 2026 at 18:17

        Fortunatamente di calcio non ne deve per forza capire la tifoseria. La tifoseria tifa e di solito si tifa sperando di vincere, anche quando magari è impossibile.

        Detto questo, il ragionamento dell’articolo parte però dal fatto che dopo essere finiti abbastanza casualmente in Champions, non per demeriti altrui ma per meriti di un gruppo e di un allenatore che a due partite dalla fine poteva anche arrivare terzo in campionato, in tre anni sei passato, come dirigenza, a dire che l’obiettivo è il 10° posto. E hanno rincarato la dose dicendo che le vendite sono state obbligate perchè sono cresciuti i costi. Solo che sono cresciuti nel momento in cui hai probabilmente incassato più soldi di quanti tu non ne abbia mai incassati nella storia del club tra merchandising, plusvalenze e competizioni europee. Può essere che uno si faccia qualche domanda?

        Soprattutto quando poi ti dicono che per lo stadio, dopo 10 anni in cui il problema erano i costi, ora spenderai tipo 60/100 milioni in più senza problemi.

  2. mario serena monghini

    8 Settembre 2026 at 19:58

    ottima disamina, d’accordissimo

  3. Roberto Renga

    8 Settembre 2026 at 20:02

    Condivido in pieno 👏👏

  4. Mauro

    8 Settembre 2026 at 20:15

    condivido il discorso in toto. continuo a tifare Bologna, sapendo che non torneranno quelle gioie, ci spero molto ma ci credo molto poco.

  5. Andrea Catalani

    8 Settembre 2026 at 20:40

    Vado avanti…cantavate”Tacopina portaci in Europa”ha fatto altro,ha fatto fallire la Spal..ma poi..signori…date un occhiata a quanto costa un abbonamento,in Premier in curva.. pagate quelle cifre..poi magari .se ne ragiona Saputo avrebbe dovuto comprare il Palermo..anni fa..quando manifesto’l interesse per il calcio…spero che almeno questo lo sappiate..gli proposero il Bologna .morale della favola Palermo sta ancora in B..nonostante i soldi degli arabi .ma qui…il problema e’la tifoseria ..di calcio non ne capisce un cazzo..e si lamenta!signori..pagate per 3 anniil triplo del costo dell abbonamento attuale

  6. Luca

    8 Settembre 2026 at 23:01

    solo un folle con questa rosa potrebbe pensare che il Bologna possa ambire a più che la salvezza. Fenucci non ha smorzato nulla che non fosse già ampiamente spento. Facciamo 40 punti il prima possibile perché più si ritarda peggiore diventa l’obiettivo. Abbonamento l’ho venduto e su Dazn ho scelto il Como, almeno vedo del buon calcio e giocatori di qualità.

  7. Doc

    8 Settembre 2026 at 23:16

    ottimo articolo, bravo. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno senza fare lo yes man di questa società di pezzenti (oltre a Jack Bonora e al Luisona Bar Calcio, ovviamente che da anni la contestano). La verità é che Saputo merita la serie B e prima o poi la otterrà, assieme a quei 20.000 tifosi che si abbonano sulla fiducia ancora prima di vedere il mercato. Iniziamo a fare i tifosi seri e competenti, come i laziali, e Saputo se ne andrà di sicuro, liberandoci da questo strazio. Meglio un presidente con meno denaro ma che ci tiene a uno che ci prende per i fondelli. O qualcuno si é dimenticato le promesse che fece quando arrivò?

  8. Renato

    9 Settembre 2026 at 8:43

    Decimo posto????? Quest’ anno si và dritti in Serie B.
    A Bologna si guarda a riempire il cassetto vendendo i migliori e rimpiazzare con rottami a basso costo. PS. poi toccherà a Raimondo, Libra e Miranda.
    Auguri

  9. CNG

    9 Settembre 2026 at 17:08

    Tutto a un tratto la clausola per il riscatto di piccoli prende senso.

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