Bologna FC
IL GRILLO PENSANTE – Una stagione da salvare
Bologna-Parma non è un crocevia per la salvezza ma è un momento di crescita e di stabilizzazione, verso l’alto, delle aspettative, a cui gli ultimi due mesi di gioco poco efficace hanno minato la crescita, creando un filo di amarezza per quello che poteva essere e non è stato.
Dopo un avvio entusiasmante il Bologna si è improvvisamente smarrito in campionato, trasformando un anno potenzialmente trionfale in una stagione da salvare.
Notte fonda. Sembra trascorsa un’epoca da quando Dallinga e Lucumi hanno affondato il Napoli in modo autoritario e assoluto. Una gara che sembrava aver consacrato il Bologna nel club delle “grandi squadre” italiane. Era il 9 novembre. Una vittoria che ha portato a spirare sul Dall’Ara addirittura una brezza dal dolce aroma di Scudetto ma, purtroppo, anche una vertigine che si è rivelata troppo travolgente da governare. A distanza di tre mesi appare blasfemo aver osato sognare tanto in grande. Cosa è accaduto di tanto tremendo da spaccare in due la stagione rossoblu?
Sostituire i giocatori migliori non è sempre di facile attuazione
Il successo con i partenopei è stato in realtà bissato dal saccheggio di Udine del 22 novembre, apice in cui la sensazione di onnipotenza era a portata di mano. Invece, da quel momento, la discesa è stata inarrestabile, interrotta soltanto dal sussulto di Verona e poco più. Alcune motivazioni sono legate ad una squadra che continua a vendere i giocatori più importanti a 30-40 milioni per sostituirli con investimenti da 7-8 milioni (Rowe a parte). Ovviamente i nuovi arrivi sono scommesse che necessitano di ambientamento ed il cui rendimento non è scontato, infatti la grande prima parte di stagione è stata trainata da punti fermi già noti: Lucumi (che ha peraltro permesso al nuovo arrivato Heggem di inserirsi rapidamente), Orsolini (che ha sfornato prestazioni e gol con continuità) ed un centrocampo totalmente composto da facce conosciute ed affidabili. Con gli infortuni di Freuler e di Lucumi, il calo di forma di Orsolini e la difficoltà di emergere degli acquisti estivi si sono incrinati progressivamente gli equilibri sui quali poggiava la squadra.
Un mercato invernale “difensivo” dettato (forse) da motivazioni non solo tecniche
In realtà, nell’etere vengono captiamo indiscrezioni che fanno assumere alla crisi rossoblu sfumature tra il thrilling e la cronaca rosa. Probabilmente qualcosa di rilevante è accaduto ed ha minato il clima fraterno che abbracciava lo spogliatoio. Le partenze di Immobile e, soprattutto, di Fabbian ed Holm (sostituiti non adeguatamente sulla carta) qualche interrogativo lo pongono. In particolare le modalità di cessione dello svedese ha prodotto una buona dose di incredulità sulla piazza. Sommando anche la presenza di altre trattative su giocatori rossoblu (embrionali o avanzate) che non si sono poi concretizzate, è ipotizzabile che il valore del parco giocatori non sia l’unica causa ad aver creato tanto fermento a Casteldebole. Il criterio con il quale è stato condotto il mercato invernale potrebbe essere quindi dettato più dal ripristino della serenità di gruppo piuttosto che da motivazioni squisitamente tecniche? Forse, in questo caso alcuni interrogativi delle ultime settimane troverebbero giustificazioni plausibili.
Le Coppe diventano particolarmente attrattive per agguantare l’Europa in questa stagione
Sul lato sportivo, la certezza è che il Bologna è ancora in corsa in Coppa Italia ed in Europa League. Entrambe le competizioni ammiccano in modo ammaliante alla truppa di Italiano, soprattutto perché appaiono ad oggi le uniche strade percorribili per agguantare una qualificazione europea. Centrare quindi l’obiettivo dichiarato ad agosto coinciderà, molto probabilmente, col sollevare un trofeo. Italiano o continentale. Inutile sottolineare quale importanza assumano le prossime sfide con Lazio e Brann. Ovviamente la matematica tiene ampiamente in gioco il Bologna anche in campionato. Ma, ancor più del ritardo in classifica, è il preoccupante trend di risultati che deprime qualsiasi ambizione di rinascita. L’attuale posizione inizia anche a rendere irrequieti alcuni scheletri che sembravano ormai sigillati nell’armadio, l’anonimato è un terreno familiare che si confidava aver abbandonato. O i rossoblu si trasformano in Araba Fenice e risorgono dalle loro ceneri già dal pranzo domenicale col Parma oppure soltanto le coppe potranno permettere di salvare la stagione.
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