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Cambiaghi, chance azzurra al Dall’Ara

Italia-Turchia al Dall’Ara: l’attaccante del Bologna spera in una maglia da titolare nel suo stadio.

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Nicolo Cambiaghi, durante la partita di Bologna-Friburgo (@Damiano Fiorentini) Giocatori Bologna Nazionali
Nicolo Cambiaghi (@Damiano Fiorentini)

Per Nicolò Cambiaghi quella di stasera non sarà una partita come le altre. Italia-Turchia si gioca al Dall’Ara, lo stadio che dal 2024 è diventato la sua casa con la maglia del Bologna. Una cornice speciale per un giocatore che spera di partire dall’inizio e di vivere una serata da protagonista davanti a un pubblico che, nel tempo, ha imparato a riconoscerne soprattutto il sacrificio, l’ordine tattico e quella rapidità nello scatto capace di creare problemi alle difese. Manca forse soltanto un ingrediente per rendere ancora più completo il suo percorso: il gol.

Cambiaghi e la chance azzurra

Il rendimento e l’affidabilità hanno però già permesso a Cambiaghi di conquistare la fiducia di Roberto Mancini. La sua esperienza con la Nazionale lo dimostra: contro il Belgio è partito titolare, mentre nella sfida d’andata con la Turchia è entrato a gara in corso, all’inizio della ripresa. Due situazioni differenti, ma entrambe indicative dello spazio che il commissario tecnico gli sta concedendo.

Come riportato da “Il Resto del Carlino” nell’articolo di Massimo Vitali, fin qui sono 148 i minuti disputati complessivamente con l’Italia, ai quali si aggiunge il riposo scelto da Mancini in occasione della partita contro la Francia. Il quadro è quindi abbastanza chiaro: Cambiaghi non è ancora considerato una certezza assoluta nell’undici iniziale, ma ha davanti un’occasione importante. Può dimostrare di essere utile e incisivo anche senza dover necessariamente affidarsi a giocate spettacolari.

Il Bologna e un’estate sotto altri riflettori

Eppure, guardando alla scorsa estate del Bologna, il nome di Cambiaghi non è stato quello maggiormente al centro dell’attenzione quando si parlava di esterni offensivi. Gli argomenti non sono certo mancati.

Uno dei principali è stato Rowe, finito sotto i riflettori anche per quanto accaduto nell’amichevole di Valles, con la testata rifilata che aveva preceduto il suo discusso trasferimento all’Atalanta. Poi c’è stata la lunga vicenda legata al rinnovo di Orsolini, accompagnata dalle incertezze sul futuro dell’attaccante ascolano.

E ancora, sul piano tattico, si è parlato del tentativo di Domenico Tedesco di trasformare Federico Bernardeschi in una mezzala, esperimento che non ha avuto successo. In mezzo a tutte queste vicende, Cambiaghi ha scelto un’altra strada: quella del lavoro quotidiano, senza cercare necessariamente i riflettori.

La corsia sinistra come risposta

La sua risposta è arrivata sul campo. Corsa, continuità e disponibilità sulla fascia sinistra sono rimaste le sue caratteristiche principali, insieme alla capacità di farsi trovare pronto quando chiamato in causa. Un atteggiamento che, nel corso degli anni, è stato apprezzato dai diversi allenatori che hanno lavorato con lui.

Non è forse proprio questa continuità ad aver attirato l’attenzione anche fuori Bologna? In estate, infatti, Cambiaghi è stato preso in considerazione sia dal Como sia dal Besiktas.

L’esterno rossoblù, però, è rimasto a Bologna. E anche se nelle prime cinque giornate di campionato, tutt’altro che semplici per la squadra, non è riuscito a mettersi particolarmente in evidenza, il suo rendimento e le sue caratteristiche gli hanno comunque permesso di ricevere la chiamata del nuovo commissario tecnico.

Una notte da vivere in casa per Cambiaghi

Cambiaghi non sarà l’unico rappresentante del Bologna presente questa sera. Con lui c’è anche Massimo Pessina, che però seguirà la partita dalla tribuna.

Per l’esterno classe 2000, invece, potrebbe esserci la possibilità concreta di scendere in campo dal primo minuto proprio al Dall’Ara. Una maglia da titolare contro la Turchia sarebbe una nuova occasione per confermare quanto costruito fin qui e, soprattutto, per farlo nel luogo che conosce meglio: la sua casa rossoblù.

Mancini deciderà. Ma se quella maglia dovesse finire sulle spalle di Cambiaghi, sarebbe difficile considerarla una scelta sorprendente.

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