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Bologna-Milan (0-3), Italiano: «Non riusciamo ad avere continuità, ogni errore ci costa caro»

Il tecnico rossoblù ha commentato il duro K.O. interno contro il Milan: «Dalla Supercoppa abbiamo perso brillantezza e certezze, dobbiamo ritrovare equilibrio e solidità per tornare ad essere noi stessi».

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Vincenzo Italiano, Bologna-Milan
Vincenzo Italiano, Bologna-Milan (© Bologna FC)

Doveva essere la partita del riscatto dopo lo stop di Genova, ma si è trasformata in una serata da incubo. La forza straripante dell’avversario e, soprattutto, una serie di disattenzioni difensive letali. Nel post partita, l’analisi di Italiano dopo Bologna-Milan non può che partire da questo dualismo: l’approccio coraggioso dei primi dieci minuti vanificato da tre errori individuali che hanno spianato la strada alla corazzata di Allegri.

Il 3-0 finale porta le firme di Loftus-Cheek, Nkunku (su rigore) e Rabiot, ma pesa come un macigno la “collaborazione” involontaria della retroguardia rossoblù. Di fronte a un Milan imbattuto da 23 gare consecutive, certi regali si pagano a caro prezzo. Ai microfoni di DAZN, Vincenzo Italiano ha analizzato così la prestazione dei suoi ragazzi.

Le parole di Vincenzo Italiano dopo Bologna-Milan

Il tecnico ha espresso il suo rammarico per una prestazione iniziata con le giuste premesse ma sfumata a causa di disattenzioni individuali. Secondo Italiano, la sua squadra si mostra in difficoltà nel mantenere un rendimento costante per l’intera durata del match.

«La mia analisi è che eravamo molto fiduciosi, abbiamo preparato bene questa partita e arrivavamo da una bella vittoria contro il Maccabi. Secondo me avevamo approcciato bene, però non stiamo riuscendo a fare due partite consecutive di alto livello con la grande attenzione, la grande qualità e la grande solidità che abbiamo sempre avuto. Adesso, purtroppo, ad ogni minimo errore prendiamo gol. Ogni svarione ci costa caro, siamo un po’ leggeri dietro e puntualmente ci fanno male. Quello che mi dispiace veramente è non riuscire in questo momento a mettere insieme due partite fatte bene, due partite complete».

Le squadre di Italiano sono sempre state storicamente difficili da affrontare e concedono pochi gol, grazie alla solidità difensiva che costruisce il mister con i suoi giocatori. Caratteristica che da un pò sembra mancare al Bologna.

«Sapevamo che al minimo errore nostro loro avrebbero cercato subito la palla diretta sugli attaccanti, sulla copertura della nostra profondità. Eravamo consapevoli di affrontare un tipo di partita come questa. Per me soprattutto su queste palle perse sui break e palla sopra possiamo lavorare in maniera diversa. Secondo me sono situazioni di facile lettura e per me ci facciamo trovare troppo disattenti e impreparati. Lì dobbiamo stare attenti sotto l’aspetto individuale, collettivo, però non è possibile che nel momento in cui palleggi perdi la palla e loro con una palla in verticale ci mettono in difficoltà. E ripeto, avevamo lavorato, sapevamo che potevamo concedere questo tipo di situazione, ma non l’abbiamo fatto benissimo».

Federico Ravaglia (© Damiano Fiorentini)

Federico Ravaglia (© Damiano Fiorentini)

L’aspetto psicologico e il post Supercoppa

Interpellato sulla tenuta mentale della squadra e sull’impatto dei risultati degli ultimi due mesi, Italiano ha ammesso che il percorso in Supercoppa potrebbe aver lasciato qualche scoria emotiva, minando le certezze acquisite nella prima parte di stagione.

«Dalla Supercoppa abbiamo perso abbiamo un po’ di brillantezza, un po’ di solidità, forse anche qualche certezza che però a sprazzi stiamo facendo vedere perché in alcune partite siamo siamo stati noi. Vedi Como, vedi Verona, vedi Maccabi, vedi Celtic. Quello che, ripeto, dispiace è non riuscire ad avere questa continuità di prestazioni e concentrazione che ci sta puntualmente castigando. È chiaro che dobbiamo cercare di essere più attenti, ma mi era piaciuto come l’abbiamo preparata. Ero molto fiducioso, mi dispiace, però abbiamo tutto il tempo per mettere a posto tutto perché tra alti e bassi noi dobbiamo cercare di trovare un po’ di equilibrio e tornare a essere solidi e bravi a non concedere palle gol».

Giocatori decisivi

Infine, l’allenatore si è soffermato sull’importanza dei singoli e della concretizzazione sotto porta. Per risalire la china, il Bologna ha bisogno delle giocate dei suoi uomini più rappresentativi, come Orsolini e Castro, capaci di cambiare l’inerzia delle partite.

«Sì, è normale che ogni squadra ha i suoi trascinatori; quelli che nel momento che sei dentro la metà campo avversaria come i primi 20 minuti, fanno una giocata e si sblocca la partita. Così cambia anche la strategia da parte dell’avversario. È chiaro che i giocatori di qualità, gli Orso, i Castro, i Berna, Cambiaghi, Odgaard e chi riesce a fare la differenza, mettendo a posto le partite che non partono col piede giusto, sono importanti. Però noi stiamo andando a sprazzi, stiamo facendo vedere alti e bassi che non vanno bene, dobbiamo cercare di avere quella continuità e quell’equilibrio che fanno la differenza».

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