Bologna FC
La prima di Palladino: serve la scossa contro il Torino
Il nuovo allenatore rossoblù debutta al Dall’Ara contro il Torino. In tre giorni ha lavorato soprattutto sulla testa: servono una squadra più aggressiva, coraggiosa e pronta a reagire.
Tre giorni per cambiare (più di) qualcosa. Raffaele Palladino si presenta oggi al Dall’Ara alla guida del Bologna con il compito di dare immediatamente una risposta dopo la pesante prestazione di Napoli. Il nuovo allenatore ha avuto pochissimo tempo per intervenire sul piano tattico, ma ha potuto lavorare su un aspetto che considera fondamentale: l’atteggiamento della squadra.
Dopo una prova troppo passiva al Maradona, il Bologna dovrà mostrare un volto differente contro il Torino. Più intensità, maggiore coraggio e soprattutto la capacità di andare a cercare la partita, senza aspettare che siano gli avversari a prendere l’iniziativa.
Artem Dovbyk in Bologna vs Lazio (@Damiano Fiorentini)
Prima la testa, poi il modulo
Palladino sa che non è possibile trasformare in pochi giorni una squadra abituata a determinati principi e a un certo modo di giocare. Per questo la prima scossa dovrà arrivare soprattutto dalla testa. Motivazioni, energia e desiderio di voltare pagina possono diventare elementi determinanti in una gara che arriva immediatamente dopo il cambio in panchina. La disciplina tattica, naturalmente, resterà indispensabile. Il Bologna dovrà mantenere equilibrio tra i reparti e attenzione nelle due fasi, ma contro il Torino dovrà aggiungere quella componente caratteriale che a Napoli è mancata.
Possibili novità tattiche per Palladino
Parallelamente, restano da capire le idee che Palladino vorrà progressivamente introdurre. Il tecnico ha già lavorato sulla possibilità di modificare l’assetto della squadra e, nel corso della sua esperienza recente, ha utilizzato anche la difesa a tre, abbinandola a soluzioni offensive con tre uomini. Non è però detto che il cambiamento arrivi immediatamente nella sua forma definitiva. La priorità, almeno per questa prima partita, sarà adattare le proprie idee al gruppo a disposizione, senza forzare una rivoluzione tattica dopo appena pochi allenamenti.
In ogni caso però, una vittoria sarebbe comunque fondamentale, perché permetterebbe al nuovo allenatore di lavorare con maggiore serenità durante la sosta. E soprattutto darebbe al gruppo la possibilità di cancellare almeno in parte le sensazioni negative viste in questa prima parte di stagione.
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