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L’affascinante storia della Virtus Pallacanestro. Quarantanovesima puntata.
Parte Danilovic, arrivano Komazec e Woolridge. La Virtus vince subito la prima Supercoppa e va in finale nell’Open. Le V nere vincono la prima fase ma non arrivano altri titoli
Stagione 1995/96. Dopo tre scudetti e la partenza di Danilovic verso l’Nba, arrivano due nuovi stranieri, il cannoniere Komazec da Varese e Woolridge da Treviso. Poi De Piccoli e, considerata la lunga assenza di Moretti, la promessa Orsini, reduce da un’operazione al ginocchio. Per lavori al palasport, la Virtus inizia con campo amico Casalecchio, dal 1997/98 diventerà casa sua per molti anni. Bucci sostiene che sia la squadra più forte mai allenata. In realtà l’assenza prolungata di Moretti, che non tornerà più ai suoi livelli, l’infortunio di Orsini e, soprattutto, un rendimento inferiore alle attese dei due stranieri, smentiranno l’allenatore bolognese. De Piccoli veste il 10 rimesso in gioco da Cazzola perché Villalta ha fatto causa alla Virtus reclamando contributi.
Porelli premia Villalta ai 125 anni della SEF Virtus
Così a gennaio in Santa Lucia, ora aula magna dell’Università, alla celebrazione dei 125 anni della SEF Villalta non viene premiato. Ci pensa Porelli a chiamarlo sul palco e abbracciarlo, un tributo al maggiore realizzatore della storia bianconera. Bisognerà attendere l’era Sabatini perché la maglia numero 10 sia di nuovo ritirata.
Vittoria in Supercoppa, finale all’Open
Nella Supercoppa, primo trofeo tra vincitore dello scudetto e della Coppa Italia, la Virtus spazza via Treviso. Nell’Open di Londra finale contro Houston Rockets persa 112-126. In Coppa Italia la Virtus arriva fino alla final four al Forum di Assago, perde di un punto contro Milano e vince la finalina contro Pesaro. In Europa nel girone la Virtus è quinta quindi per la prima volta non accede ai quarti.
La Virtus vince la prima fase ma esce in semifinale
In campionato come l’anno prima Fortitudo e Virtus pari a 38, ma questa volta la differenza canestri nei due derby dice F. Nelle sei gare della seconda fase succede di tutto: la Virtus perde il derby, perde in casa contro Treviso (è la prima volta dopo 20 viaggi infruttuosi dei trevigiani a Bologna contro le V nere). Rocambolesca la penultima vittoria a Verona. Causa uscita per falli, nel supplementare i bolognesi restano in quattro: Binelli con un braccio fuori uso, Moretti, Orsini e De Piccoli, ma la Virtus vince 108 a 109, mentre la Fortitudo, che ne ha già perse due, cede in casa a Varese, trascinata da Ravaglia, là in prestito ma di proprietà Virtus. Le V nere sono così prime. Nei playoff eliminata Pistoia, ma c’è Milano che sovverte il fattore campo, vince 3-1 e va in finale nella quale batterà la F. Con la sconfitta in gara uno, s’interrompe una serie di 28 vittorie consecutive della V in casa nei playoff, non perdeva dalla sconfitta nel derby dell’88. Termina anche la sequenza di 10 serie playoff vinte consecutivamente, che era iniziata nel 1993.
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