Bologna FC
Lezioni di Italiano – Amerai il finale
Raccontare di una Finale non avrebbe molto senso se non si raccontasse l’intero viaggio che mi ha portato all’interno di una calda notte romana. Portato per vivere un sogno atteso 51 anni. E se aggiungete che chi Vi scrive, esattamente durante quella partita, avrebbe compiuto 60 anni (cifra tonda), il cerchio si chiude. Soprattutto per chi ci ha sempre creduto da 13 anni a questa parte (da quando cioè è nato www.1000Cuorirossoblù.it, la nostra testata) che un giorno avrebbe raccontato una finale. E quel giorno è puntualmente arrivato. E quella finale l’abbiamo vinta.
Era già un sogno arrivare in finale: si muove la Città
Gruppo Squadra che celebra il successo in Coppa Italia (@Damiano Fiorentini)
Non ho memoria di un processo così grande di mobilitazione collettiva della mia città. La leggenda narra che la notte di Juventus Empoli (3-5 dcr) fossero iniziate a fioccare le prenotazioni per treni, aerei e qualunque mezzo di locomozione che finisse la corsa nella Capitale. Una marea crescente senza precedenti che aumentò a dismisura dopo le due vittorie contro la squadra toscana, che forse aveva fatto la partita della vita allo Juventus Stadium.
Ricordo che in Redazione diventammo matti per trovare un pulmann, ricorrendo anche ad un’opzione polacca e una croata: ma non ci fu nulla da fare. Il treno rimase l’ultima (e unica) soluzione: partenza al mattino del 14 e ritorno il mattino successivo, con una notte sulle spalle da passare.
Lo curva nord dello Stadio Olimpico ce l’ho ancora negli occhi
Curva Nord Finale Coppa Italia Bologna – Milan (@1000Cuorirossoblù)
Quel tardo pomeriggio incontrai nelle vicinanze dell’Olimpico persone che non vedevo da anni, persone che non pensavo avrei mai visto, tantomeno vicino allo Stadio romano. Lasciatemi un filo di retorica: vedere mamme con i figli, mogli con i mariti, nonni e nipoti, a migliaia sono state immagini che mi accompagneranno per sempre. Perchè il concetto “all’unisono” era perfettamente rappresentato in quella dolce e tiepida notte quasi estiva. Ricorderò anche le mie lacrime, al 95esimo, che rappresentavano non solo quel momento, ma quei 51 anni di attesa e quei 13 di percorso della testata per cui scrivo. Insomma tutto in una notta. E poi c’eravamo tutti per celebrare magari un unicum, ma 35mila presenze erano la testimonianza dell’affetto che circonda la storia della nostra squadra e dei nostri colori.
Cesare Cremonini con Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini)
La notte fu un carosello di gioia e di fatica, poi, a Roma Termini, il mattino si fece vedere. E, poco dopo le 6, il nostro treno si incamminò verso Bologna, con la Coppa Italia fra le mani.
Buon viaggio, che sia un’andata o un ritornoChe sia una vita o solo un giornoChe sia per sempre o un secondoL’incanto sarà godersi un po’ la strada.
Coraggio, lasciare tutto indietro e andarePartire per ricominciareChe non c’è niente di più vero di un miraggioE per quanta strada ancora c’è da fareAmerai il finale
(C. Cremonini)
Chiudiamo proprio con le parole di Cesare, in campo al termine del match. Ci siamo goduti la strada per questi lunghissimi 13 anni, vivendo settimana dopo settimana tutto il percorso della squadra e dopo il 14 maggio siamo ripartiti. Perchè ci sono e saranno altre storie da scrivere e, possibilmente, altre finali.
Ma quel finale, quella finale …oh se l’abbiamo amata e continueremo a farlo negli anni.
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