Bologna FC
Lezioni di Italiano – Centottanta per l’ottavo
Fare della comunicazione il primo strumento di onestà intellettuale nei confronti della città e dei tifosi: esprimere non solo quanto si ha in animo di fare, ma anche il come. E dirlo prima che inizi il campionato. Con la tensione massima di raggiungerlo.
Stiamo coi piedi per terra: concentriamoci sul mantenimento dell’ottavo posto, che permette di partire dagli ottavi di finale in Coppa Italia e forse fa incassare un milione in più, rispetto al nono posto.
Solo pensare che occorra una vittoria con tre gol di scarto alla new Balance Arena, aiuta a capire come l’unico (e possibile) traguardo oggi sia l’ottavo posto. Meglio del nono dell’anno scorso, qualcuno dirà. Peccato che l’anno scorso la classifica narrava di 63 punti conquistati sul campo, 8 partite giocate nel torneo europeo della Coppa dalle grandi orecchie e la vittoria in Coppa Italia. Quest’ultimo trofeo mancava dalla nostra bacheca da 51 anni e la città intera visse la conquista del titolo come un rito collettivo.
Può essere l’ottavo posto in classifica un traguardo sufficiente?
Ovviamente no: a questo si aggiunga l’uscita ai quarti di finale della Coppa Italia e, solo a parziale consolazione, il superamento dei gironi in Coppa Uefa. Un Bologna che sembrava in grado di giocare un terzo super anno fino a novembre, per poi entrare in un bulimico periodo di vittorie e di inspiegabili involuzioni di gioco. Il Bologna scintillante dei primi tre mesi iniziava, a Novembre, ad accusare la fatica e, a causa di qualche infortunio di troppo, a perdere efficacia. E’ il brutto è stato che il fortino Dall’Ara aveva perso la sua imbattibilità, vivendo “orribili e impreventivabili sconfitte” fra le mura amiche.
Stagione 2026/27: parola d’ordine “reset”
Partiamo da un ragionamento, che precede tutto (mercato compreso): avere chiari gli obiettivi societari e, correttamente, segnalarli pubblicamente. Non c’è nulla di male dichiarare che per il prossimo anno si insegue il settimo o il sesto posto (Conference League, non l’ottavo) e se arriva qualcosa in più, grasso che cola. Mercato: dire che si venderà un solo top player, massimo due. E se saranno due, non nello stesso settore del campo. Insomma se parte Rowe, rimane Castro e viceversa. E se lo si dice pubblicamente, lo si mantiene.
Stessa cosa per l’allenatore: dead line chiara, con progetti di mercato condivisi per gli obiettivi sopra dichiarati. Basta con il cerchiobottismo, accettando anche di esprimere un programma che può far storcere la bocca ai tifosi: ma la trasparenza ci evita questi finali scomodi, perchè non sempre le pieghe del campionato vanno dove vuole la società.
Perchè se la Società va ringraziata per averci portato stabilmente sulla parte sinistra della classifica da alcuni anni, è compito della Società raccontare gli obiettivi che si vogliono raggiungere e il come farlo. Senza tentennamenti e voli pindarici: i tifosi apprezzeranno questo sforzo di onestà intellettuale, continuando a sostenere la squadra, come hanno sempre fatto. Per questo i prossimi 180 minuti devono servire solo a conquistare l’ottavo posto: il resto lasciamolo alla favole per bambini.
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