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Lezioni di Italiano – Chi si accontenta gode

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Finale di stagione, 3 a 3 in casa contro la capolista Inter, qualcuno si accontenta, qualcuno parte con i rimpianti, non ci sono vie di mezzo, valide per tutti. C’est la vie.

Ma questo 3 a 3 contro una squadra che aveva poco da chiedere, mostra ancora il lato debole della nostra difesa. Secondo e terzo gol probabilmente regalati, soprattutto il terzo in contropiede, con una prateria enorme fra Diouf e Skorupski. Andiamo oltre e guardiamo il bicchiere mezzo pieno.

Ci si accontenta dell’oggi, ma le aspettative rimangono alte per il futuro

Se alziamo lo sguardo e ragioniamo sulle ultime otto partite (quelle giocate nei mesi di aprile e maggio),  le sconfitte sono solo due. Due di cui una in trasferta contro la Juventus. Insomma il periodo brutto, quello dei mesi freddi (dicembre-marzo), quello delle dieci sconfitte, era stato superato. E si era rivisto il Bologna che riempiva il Dall’Ara.

Ma quel periodo aveva tolto diverse certezze, quelle costruite nella prima parte del campionato, e probabilmente alcune prospettive. Niente Coppa Italia, niente Europa, un quasi ritorno alla normalità, un ottavo posto che, onestamente, non può riempire l’animo. Ci si accontenta, si dirà, ma non si gode, dopo due anni fantastici, culminati con la vittoria della Coppa Italia. L’Europa League ha sancito un buon percorso, ma anche confermato che di fronte a certe squadre (Aston Villa) il gap è ancora importante. Forse troppo per le ambizioni dell’allenatore rossoblù.

Italiano deciderà in settimana

La storia di Vincenzo è la storia di un predestinato, ambizioso e bravo. Il percorso con Trapani, Spezia, Fiorentina e Bologna lo sta a testimoniare: a neanche 50 anni, un percorso eccellente, con piazzamenti europei e finali giocate. Sicuramente con ancora margini di miglioramento, ma data la giovane età, con la possibilità di  miglioramenti, anche importanti. Soprattutto se una big (Napoli?)busserà alla sua porta e stimolerà il mister di Karlsruhe ad un ulteriore step di crescita.

In settimana l’incontro con la dirigenza rossoblù: prevarrà l’ambizione o l’affetto per la città e un progetto comunque interessante?

Si dice che quando si “ama” qualcuno bisogna lasciarlo andare. Noi siamo di parte e vogliamo solo un allenatore che ami esserlo del Bologna Fc 1909. Non chiediamo poi molto e se sarà separazione, il nostro sarà un grazie eterno a Vincenzo.

 

 

 

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