Bologna FC
Lezioni di Italiano – Dove tROWEremo gli ultimi punti per qualificarci?
Un secondo tempo gagliardo e arrembante non porta il risultato sperato: è solo 2 a 2 fra Bologna e Celtic
Roba da pazzi: sotto per zero a due nel primo tempo, poi Dallinga e Rowe la sistemano, per quanto parzialmente, ma entrare fra le prime otto rimane un miraggio. Sarà playoff, a Sky Sport recitano, forse contro Fenerbahce, forse contro Panathinaikos. Insomma un’Europa faticosa da raggiungere, ma non assolutamente impossibile. E qui viene il bello.
L’inizio primo tempo da film horror
Crediamo che il rientro di Lukasz non potesse avere sorte peggiore: un errore banale, da matita blu al quinto minuto manda in vantaggio la banda scozzese di O’Neill, con uno scellerato rinvio. Rimane il fiato in gola e si pensa subito al “ci riprenderemo”. Subito, o quasi, un rosso (follia allo stato puro di Hatate) e poi, e poi il secondo gol, dal sapore di una cosa incredibile. Sono alcuni mesi che ci complichiamo con le nostre mani il nostro cammino e la stanchezza centra fino ad un certo punto. Spesso ci complichiamo i 90 minuti, con gol presi per banali, banalissime disattenzioni che ci complicano il piano partita. Comunque i primi 45 minuti ci raccontano una cosa su tutte: che la squadra, per quanto giochi e ci provi, fatica (e non poco) nella fase realizzativa. In questo specifico caso con l’aggravante di giocare con l’uomo in più. Sulla fase difensiva il giudizio va rivisto più avanti: quando la coppia di centrali titolari tornerà a giocare insieme. Oggi rivedibili, ma sul primo gol ne Nicolò ne Tornbjorn non avevano alcuna responsabilità.
Dallinga e Rowe ci portano fuori dal guado
Nel secondo tempo, il folletto inglese gioca la sua miglior partita, da quando è a Bologna: spina nel fianco sul lato sinistro, ispiratore di diversi cross e con un gol da cineteca, a sugellare il pareggio. Ma non basta, almeno per la vittoria auspicata: il Bologna crea tantissimo, aggredisce l’avversario che rischia più e più volte di finire al tappeto. Ma non succede, nonostante l’uomo in meno. E, quindi, ai gol di Dallinga e Rowe, purtroppo, non si aggiunge un terzo e importantissimo gol, nonostante l’assedio stile Fort Apache. Per cui, alla fine dei 95 minuti di gioco, mancano due punti preziosissimi in classifica ai rossoblù, che, quasi sicuramente, si dovranno qualificare agli ottavi di finale di E.L. tramite play off.
Da stasera portiamo a casa due considerazioni, una positiva e una meno. La prima è che il Bologna ha nel suo Dna lo stile e la grinta del suo allenatore, stile e grinta non dispersi nelle “secche” di questi ultimi due mesi. La seconda è che forse la stanchezza ha bagnato le polveri a questo Bologna che con caterve di gol “nascondeva” qualche magagna della difesa. Insomma il concetto di un gol in più teneva la barca sulla giusta rotta e faceva preoccupare meno i suoi tifosi.
Adesso si va a Genova, a Tel Aviv e di nuovo al Dall’Ara contro il Milan. E’ il momento di aggiustare il tiro, di recuperare alcuni uomini chiave come Freuler e Bernardeschi e di lasciare che il mercato faccia il resto. Perchè la grinta e la tenacia ci sono: manca la lucidità degli ultimi 20 metri, che di solito si recupera quando la rosa è al completo o quasi, cosa che non è stata negli ultimi due mesi.
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