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Bologna FC

Lezioni di Italiano – Non c’è il due senza il tre e il quattro vien da se

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Santiago Castro, gol per un centimetro o due (© x.com Bologna FC 1909)
Santiago Castro, in gol contro il Brann (© x.com Bologna FC 1909)

In principio era il Torino (un uno a due, all’Olimpico Grande Torino), una vittoria in trasferta che aveva un buon sapore. Poi il giovedì di Coppa a Bergen, ancora una vittoria, su un campo che potremmo trovare annesso ad una parrocchia, non in Europa League. Uno zero a uno che ci aiuta per i secondi novanta minuti, il ritorno al Dall’Ara, questo giovedì. Infine lunedì contro l’Udinese, delle tre la partita più difficile: terza vittoria, su rigore d’accordo, ma tre punti sacrosanti che migliorano classifica e autostima. Da quando non succedeva? Riavvolgiamo il filo e andiamo a novembre. Mese con quattro vittorie: Parma, Napoli e Udinese in campionato, Salisburgo in Europa League., con dodici gol fatti. Adesso torniamo a Febbraio: Torino, Brann, Udinese. E giovedì potremmo uguagliare questo esaltante ruolino di marcia.

Due partite per superare…il track record di novembre

Vincere giovedì sera, al Dall’Ara in Europa League, ha almeno due importanti conseguenze. La prima è il superamento del turno e l’approdo agli ottavi di finale della seconda competizione europea continentale di calcio. Abbiamo sempre detto che l’Europa League era un torneo alla portata del Bologna. La seconda è il recupero dell’efficacia del proprio cammino, sia in Italia che in Europa. efficacia che si era persa nell’ultimo periodo. Un’efficacia con un risparmio di energia, anche in punto gol. Ma se giovedì si vince, lunedì, andando a Pisa, il Bologna ha la possibilità di portare il suo ruolino addirittura a 5 vittorie. Ovviamente vincendo all’Arena Garibaldi. Rimanendo scaramanticamente sul condizionale,non abbiamo trovato cinque vittorie, nè la scorsa stagione ne quella precedente. Per cui, sempre scaramanticamente, giovedì e poi lunedì, vincendo,  addirittura potremmo inaugurare un nuovo ruolino di marcia, con. cinque vittorie di seguito. E questo sarebbe un record, neanche eguagliato nell’era di Motta. Ma con una differenza sostanziale: aver lasciato il gioco spremi energie, che tanto aveva dato risultati nella prima parte della stagione ed essersi imposto in 3 partite (fin qui) di seguito, con solo 4 gol, contro i 12 del di inizio campionato. Si chiama “fare di necessità virtù” e dimostra la capacità del nostro tecnico di non essere monogioco.

 

 

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