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Lezioni di Italiano – Non siamo al “Rompete le righe”

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Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini) rompete le righe

Rompete le righe” è un comando militare che ordina lo scioglimento di un reparto o di un gruppo in formazione, permettendo la libera circolazione. In senso figurato, indica la conclusione di un’attività comune, il congedo o la fine di una riunione, o come nel nostro caso, di una stagione. Rimane lo stupore,  senza andare di metainterpretazioni. Perchè le parole di Vincenzo Italiano, in diretta su Dazn ieri sera,  dopo Juventus-Bologna, sono sembrate di congedo: da una stagione, da un gruppo prima squadra, forse da una città. Il tempo è galantuomo: si capirà solo a giugno, il peso di quelle parole.

Nessun rompete le righe, mancano 5 partite e 15 potenziali punti

E se non è dato di sapere il futuro,  c’è un presente da costruire, fatto di 5 partite, che potrebbero (usiamo il condizionale) mantenere o portare una classifica ancora migliore. Cinque partite non semplici, ma che potrebbero servire, per esempio, ad essere fra le prime otto in classifica, permettendo così di partire dagli ottavi di finale di Coppa Italia. Cinque partite che potrebbero anche, nella migliore delle ipotesi,  regalare una partecipazione in Conference (se Como o Inter vincessero questa Coppa Italia). Poi c’è la questione “rispetto”: per le decine di migliaia di tifosi che si sono, per esempio, arrampicati fino a Birmigham per una partita, per molti, già segnata. Tutti loro (ma potremmo dire anche tutti noi) hanno diritto ( abbiamo diritto) al migliore Bologna possibile,  allenatore .

“E’ colpa mia”

La frase, parlando dell’infortunio di Bernardeschi,  ha chiuso l’intervento in televisione del Mister:”Volevo fargli prendere l’applauso dal pubblico”.  Perchè? Rimane difficile da comprendersi. Il suo pubblico è quello che siede sugli spalti del Dall’Ara. Quello che lo ha accolto ad inizio stagione, aspettandolo quando ancora la forma non lo sorreggeva. E con Bologna, oggi, c’è un legame forte.

“Non abbiamo avuto il tempo per preparare la partita”

Le coppe hanno questo limite: si giocano in mezzo alla settimana, da sempre. Per questo il Bologna ha costruito una “seconda squadra”, per poter affrontare il doppio impegno al meglio. Poi  E il suo allenatore è chiamato a gestire le rotazioni, esattamente come tutti gli altri allenatori che hanno l’onore di giocare in Europa. Rotazioni che, dai primi di dicembre, non hanno funzionato a dovere, come i nei primi 3 mesi di campionato. Ma, come detto, è compito dell’allenatore di gestire la rosa, di “proteggerla” e provare a vincere. Anche con le trasferte europee. Senza addurre scusanti, che sanno di mistificazione della realtà.

Chiudiamo questa settimana, in cui abbiamo incassato due sconfitte, una in campionato e una in Europa League, 6 reti, con una semplice richiesta: Mister Italiano, qualunque sarà il suo futuro, si concentri sul presente, che oggi si chiama Bologna.

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