Bologna FC
Lezioni di Italiano – Pochi, maledetti e subito
Basta saper fare di conto per capire che quei pochi punti fatti da dicembre a oggi, al momento, non ci bastano per pronunciare la parola “salvezza”. Perchè, se prendiamo il calendario del Bologna, nelle prime dodici partite di questo campionato i punti sono stati 24. Poi da dicembre, nelle seconde dodici, i punti sono stati solo un quarto: sei. E in queste ultime dodici, eccetto la vittoria con il Verona e tre pareggi, il Bologna ha inanellato otto sconfitte, dicasi otto. E di queste otto, le ultime quattro giocate sono solo sconfitte, casa o trasferta che sia. Impressionante. E perdonate se non siamo di quel partito che “tanto con quattordici partite davanti…”: pragmatismo vuole che prima arriviamo a 40-42 punti, meglio è. Poi vedremo quello che succederà, in campo e fuori, per concludere al meglio questa stagione, che ancora deve dire molto, Europa compresa.
Pochi dubbi: la china inizia ai primi di dicembre
I primi scossoni si iniziano a percepire al Dall’Ara, con la Cremonese, che oggi veleggia al quindicesimo posto, pochissimo sopra la zona retrocessione. In seguito pareggio con la Lazio (nonostante la superiorità numerica dell’ultimo quarto d’ora) e la sconfitta di misura con la Juve in casa. La prima sensazione è quella di non avere più quelle energie di inizio campionato, che ci avevano issato fino al quinto posto, dopo dodici giornate. Le nove giornate successive, tranne Verona dove si sono avuti parziali segnali di ripresa, sono state tante sconfitte e un paio di pareggi. Insomma la china è diventata un precipizio e aspettiamo solo di aver toccato il fondo. In realtà, nelle ultime partite, segnali di reazione ci sono stati, ma troppo pochi e confusi per poter segnare un reale inversione di rotta.
E il numero 12 torna anche per un altro ragionamento
Le prossime settimane ci diranno molte cose su come finirà la stagione: Europa League, Coppa Italia e due mesi di campionato in cui affronteremo otto squadre, che dovrebbero essere alla nostra portata. Poi ci sarà il girone dantesco dell’ultimo mese: Juve, Roma, Napoli, Atalanta e Inter, con in mezzo il solo Cagliari. Insomma 60 giorni per dirsi tutto, poi il girone dantesco. E a fine maggio sarà Campionato del Mondo, sperando di esserci. Come nazionale italiana, perchè alcuni nostri giocatori già ci saranno e speriamo non siano concetrati a quello che succederà dall’11 giugno.
Dicevamo del numero 12: è esattamente la distanza, in punti, della nostra posizione tra un piazzamento “europeo” e la terz’ultima posizione, occupata attualmente dalla Fiorentina, che prevederebbe la retrocessione. Insomma equidistanza. E così i prossimi due mesi ci diranno se potremo coltivare sogni europei, piazzamenti europei in campionato o se avremo in panchina, per la prossima stagione, Vincenzo Italiano.
Intanto, senza voler essere pessimisti ma solo realisti, ci sono rinnovi che non arrivano, scontenti che se ne sono andati e qualche “arrivo” che non è esattamente all’altezza di chi è partito. E per qualcuno, in campo e in panchina, il futuro potrebbe essere molto lontano dalle due torri.
Per questo facciamo in fretta i prossimi dieci/dodici punti. Poi ricominciamo a pianificare il futuro. Ce ne sarà bisogno.
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